Le figure dei sogni. Marionette, burattini e ombre nel teatro orientale

In mostra al MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino:
LE FIGURE DEI SOGNI. Marionette, burattini e ombre nel teatro orientale

dal 3 Dicembre 2016 al 19 Febbraio 2017

La prima mostra in Italia dedicata interamente al teatro di figura orientale. In mostra 400 figure dalla collezione personale di Augusto Grilli, appassionato collezionista e fondatore della compagnia che porta il suo nome, per scoprire il mondo affascinante e complesso delle ombre, dei burattini e delle marionette cinesi, indiane, nepalesi, vietnamite, giavanesi, birmane, turche e greche.

La mostra è un viaggio itinerante attraverso le diverse aree culturali, per condurre il visitatore alla scoperta degli straordinari aspetti del teatro di figura. Dai più noti al grande pubblico, come il teatro delle ombre giavanesi e cinesi, a quelli meno noti, come le grandi sagome indiane, la varietà dei burattini orientali – da quelli a guanto a quelli a stecca – e le diverse tipologie di marionette, come quelle d’acqua del Vietnam o le grandi figure birmane e indiane.

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All’insegna de Le Figure dei Sogni, il MAO organizza un ciclo di appuntamenti in stretto dialogo con la mostra. Marionette, burattini e ombre prenderanno incredibilmente vita tra le mani degli artisti del teatro di figura, per fare rivivere la magia di questa straordinaria forma d’arte con rappresentazioni per grandi e piccini. Gli spettacoli a cura di A.G.S.T. saranno messi in scena da Augusto Grilli, con l’utilizzo di marionette orientali del secolo scorso e italiane dell’800. Si tratta infatti di spettacoli che si rifanno alla tradizione del teatro di figura sia orientale, sia occidentale. Migliaia di chilometri di distanza per trame ugualmente semplici che nascondono insospettabili quanto fondamentali difficoltà tecniche. Gli spettacoli in programma prevedono l’utilizzo anche di marionette e burattini moderni, come quelli che porterà in scena il Teatro Carillon.

MAO – Museo d’Arte Orientale
Via San Domenico 11
10122 Torino

http://www.maotorino.it

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La musica della grande steppa a Milano

 

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In occasione del 25° Anniversario dell’Indipendenza della Repubblica del Kazakistan e nell’ambito delle giornate della cultura kazaka in Italia, sabato 12 novembre 2016 alle 19 il Piccolo Teatro Studio Melato ospita, prima tappa della tournée italiana di Kazakhconcert, associazione che riunisce artisti di diversi ambiti, dalla lirica alla musica pop, dalla danza al teatro. Lo scopo dell’organizzazione è di promuovere attraverso l’arte la diffusione della cultura kazaka nel mondo, facendone conoscere la ricchezza e la varietà, per incoraggiare la cooperazione culturale internazionale.

Alle musiche della tradizione popolare kazaka, eseguite dal complesso folcloristico ed etnografico del Kazakhconcert con gli antichi strumenti nazionali, si affiancano gli attori del teatro Arlan, il complesso di danza Sholpan e le canzoni tradizionali kazake del repertorio del cantante Erlan Ryskali, della soprano Aygerim Altynbek e del baritono Azamat Zheltyrguzov.
Le musiche saranno eseguite con strumenti tradizionali da interpreti famosi in patria come Ayan Omarov (kyl-kobyz, strumento a corda e arco, considerato sacro poiché anticamente usato nei rituali magici di guaritori e sciamani), Anar Muzdakhanova (dombra, strumento a corda della famiglia dei liuti), Aygerim Kozhabayeva (zhetigen, antico strumento a corda e pizzico), Mira Tastenova (sazsyrnai, strumento musicale a fiato, fatto di argilla).
La serata sarà conclusa da un buffet di dolci tradizionali della pasticceria kazaka.

Ingresso gratuito con prenotazione a:

 comunicazione@piccoloteatromilano.it.

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Tibet: la vita del Maestro Norbu Tsering

Per gentile concessione del professor Antonio Attisani, pubblichiamo su questo sito l’unico documento esistente sulla vita del Maestro Norbu Tsering (1927-2013), che per molti anni fu direttore artistico del Tibetan Institute of Performing Arts.

http://www.asiateatro.it/asie/tibet/norbu-tsering-ache-lhamo-is-my-life/

Norbu Tsering

Norbu Tsering

 

 

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Carla Gianotti al Mudec

Per il ciclo di eventi “il Forum della Città Mondo al Mudec”

AsiaTeatro presenta
una conferenza di Carla Gianotti

Cenerentola nel Paese delle Nevi. Fiaba tibetana

Un itinerario archetipico di trasformazione del femminile

MUDEC
Spazio delle Culture
via Tortona 56, Milano
giovedì 19 maggio 2016
ore 18,00
Ingresso libero

Tra le centinaia e centinaia di versioni di Cenerentola che vanno dall’Occidente all’Oriente all’Africa un posto particolare occupa la storia tibetana di Cenerentola, un itinerario archetipico di trasformazione del femminile, ricco di valenze simboliche e dove la protagonista, dopo aver camminato nella miseria, nella nebbia e in luoghi inospitali e inumani, troverà infine ciò che cercava all’inizio: il fuoco che brucia, che trasforma, che illumina.

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Carla Gianotti è docente di buddhismo indo-tibetano, tibetologa e saggista. Ha curato le traduzioni dal tibetano de: La Vita di Milarepa, Torino 2001, rist. 2004; Cenerentola nel Paese delle Nevi. Fiaba tibetana, Torino 2002; Il Grande Sigillo, Milano 2004. Tra le sue ultime pubblicazioni: Donne di Illuminazione. Ḍākinī e demonesse, Madri Divine e Maestre di Dharma, Roma 2012; Il fuoco dimenticato. Le auto-immolazioni dei tibetani, Milano 2014; Il respiro della fiducia. Pratica di consapevolezza e visione materna, Milano 2015. Conduce incontri di meditazione di consapevolezza e seminari sulle dimensioni simboliche femminile e materna.
www.carlagianotti.it

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Spettacoli dell’International School of Theatre Anthropology 2016

Dal 7 al 17 aprile 2016 torna, dopo 11 anni di assenza, l’ISTA-International School of Theatre Anthropology, l’Università itinerante creata dal regista Eugenio Barba per approfondire lo studio dell’Antropologia Teatrale. Giunta alla XV sessione, l’ISTA 2016 avrà luogo ad Albino (Italia), organizzata dall’Odin Teatret grazie alla collaborazione con l’Associazione Diaforà e il TTB Teatro Tascabile di Bergamo–Accademia delle Forme Sceniche. Dieci giorni di ricerca teatrale tra laboratori, dimostrazioni di lavoro, analisi comparative e spettacoli, a cura di Parvathy Baul (India), I Wayan Bawa (Bali), Keiin Yoshimura e So Sugiura (Giappone), TTB Teatro tascabile di Bergamo–Accademia delle Forme Sceniche (Italia) e Odin Teatret (Danimarca).

Il progetto gode del Patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Albino ed è realizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Città di Albino e il DeSidera Festival.

 

SPETTACOLI APERTI AL PUBBLICO

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Venerdì 8, Sabato 9, Domenica 10, Venerdì 15 aprile Ore 21.00, Sabato 16 aprile ore 17.00

Auditorium Comunale “Benvenuto e Mario Cuminetti”, Albino (Bg)

LA VITA CRONICA

Spettacolo con Odin Teatret, Danimarca

Dedicato a Anna Politkovskaya e Natalia Estemirova scrittrici russe in difesa dei diritti umani, assassinate da sicari nel 2006 e 2009 per la loro opposizione al conflitto ceceno.

Personaggi: una Madonna Nera, la vedova di un combattente basco, una rifugiata cecena, una casalinga rumena, un avvocato danese, un musicista rock delle isole Faroe, un ragazzo colombiano che cerca suo padre scomparso in Europa, una violinista di strada italiana, due mercenari.

La vita cronica si svolge contemporaneamente in Danimarca e in altri paesi d’Europa nel 2031, dopo la terza guerra civile. Individui e gruppi con retroterra diversi si ritrovano insieme e si confrontano spinti da sogni, disillusioni e attese divergenti. Un ragazzo approda dall’America Latina in cerca di suo padre scomparso. “Smettila di cercare tuo padre”, gli sussurrano mentre lo accompagnano di porta in porta. Non è l’innocenza né la conoscenza a salvare il ragazzo. Sarà l’ignoranza a fargli scoprire la sua porta. Tra lo sconcerto di noi tutti che non crediamo all’incredibile: che una vittima valga, da sola, più di ogni valore. Più di Dio.

Testi: Ursula Andkjær Olsen e Odin Teatret Attori: Kai Bredholt, Roberta Carreri, Jan Ferslev, Elena Floris, Donald Kitt, Tage Larsen, Carolina Pizarro, Iben Nagel Rasmussen, Fausto Pro, Julia Varley Dramaturg: Thomas Bredsdorff Consigliere letterario: Nando Taviani Disegno luci: Odin Teatret Consulente luci: Jesper Kongshaug Spazio scenico: Odin Teatret Consulenti spazio scenico: Jan de Neergaard, Antonella Diana Musica: melodie tradizionali e moderne Costumi: Odin Teatret, Jan de Neergaard Direttore tecnico: Fausto Pro Assistenti alla regia: Raúl Iaiza, Pierangelo Pompa e Ana Woolf Regia e drammaturgia: Eugenio Barba.

Una produzione Nordisk Teaterlaboratorium (Holstebro), Teatro de La Abadía (Madrid), The Grotowski Institute (Wroclaw).

INFO: Vietato ai minori di 12 anni. Durata 70’ senza intervallo. A spettacolo iniziato è vietato l’ingresso. Ingresso: intero 17€, Ridotto 12€.
Biglietteria:
www.vivaticket.it fino a quattro giorni dalla data dello spettacolo. Apertura biglietteria sul luogo dello spettacolo a partire da 3 ore prima dell’inizio.

 

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Lunedì 11 aprile ore 21.00, Sabato 16 aprile ore 15.00

Chiesa San Bartolomeo,
Piazza G. Carnovali, Albino (Bergamo)

YASHIMA. La vittoria della vita

Spettacolo con Keiin Yoshimura e So Sugimura (allo Shamisen), Giappone

La danza Kamigata-mai, di cui Keiin Yoshimura è massima esponente, è una antica forma d’arte nata all’ombra delle corti giapponesi del XVII secolo. Nasce e si sviluppa nella regione di Kyoto e Osaka (Kamigata), ha radici nelle danze tradizionali giapponesi del Noh e del Kyogen e riprende alcuni elementi dai movimenti delle marionette Bunraku. Il Kamigata-mai è un rito in cui si è chiamati a condividere la cultura giapponese e il suo senso di quiete, purezza e bellezza.

Mai è il risveglio dell’anima,
Mai è la preghiera per il Supremo
Mai è l’amore per l’Assoluto
Mai è la natura del Giappone.
Attraverso il “Mai” noi preghiamo l’Unico, perché il mondo sia un luogo in cui vivere in pace e amore.

Lo spettacolo si apre con il brano Yashima, una piccola isola in cui avvenne una storica battaglia. Un giorno di primavera un monaco in pellegrinaggio, in memoria di quella guerra, visita Yashima. Nella notte gli appare lo spettro del generale Yoshitsune. Di racconto in racconto, rievocando gli episodi coraggiosi di cui era stato protagonista, fa l’alba. Lo spettro del generale svanisce con il vento del mattino.

A seguire un Interludio musicale a ricreare la rarefatta atmosfera creata dai silenziosi rintocchi di una campana da un tempio distante in una giornata nevosa. A chiusura Yuki, una delle danze Jiuta più famose. Il testo narra la storia di una suora buddista che vive in un monastero dal giorno in cui, da giovane cortigiana, è stata abbandonata dal suo amante. I rintocchi di una campana in un tempio immerso nella neve le fa tornare alla mente le sue pene del passato.

Keiin Yoshimura: Regista, interprete e coreografa di danza Kamigata-Mai, è coordinatrice dello Yoshimura Keiin Kamigata-Mai Studio e del Kamigatamaitomonokai di Tokyo. All’età di 5 anni inizia il suo apprendistato in pianoforte e danza tradizionale Kabuki. Nel 1974 si diploma al Musashino University of Music. Allieva in Kamaigata- Mai di Yukio Yoshimura (V) e Kisho Yoshimura (VI) studia Teatro Noh sotto la guida del grande maestro Hideo Kanze e Izumi Mikawa (uno dei “tesori nazionali” viventi della Nazione) e pratica le arti marziali tradizionali Kendo e Kyudo. Nel 2000 realizza il progetto “Japan-India traditional performances exchange program” e dal 2001 diventa insegnante di Yoga e maestra di Motoyama Merdien Exercises for Ki Practice. Dal 2004 viaggia in tutto il mondo per presentare i suoi spettacoli.

INFO: Durata 60’. Lingua: giapponese. Ingresso: Intero 12€, Ridotto 10€. Biglietteria: www.vivaticket.it, fino a quattro giorni dalla data dello spettacolo. Apertura biglietteria sul luogo dello spettacolo a partire da 3 ore prima dell’inizio.

 

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Martedì 12 e Sabato 16 aprile ore 21.00

Chiesa San Bartolomeo
Piazza G. Carnovali, Albino (Bergamo)

Mahajan Pad. Il canto dell’Assoluto

Spettacolo con Parvathy Baul (India)

Parvathy Baul presenta una raccolta di poesie e canzoni mistiche Sufi e Yogi provenienti da diverse tradizioni ma unite dal concetto di “Amore” verso il divino, analogamente a come è inteso e vissuto nella tradizione giudaico-cristiana nel Cantico dei Cantici.

Le composizioni, diverse per stile e lingua sono canzoni e poesie di Kabir, Nanak, Meera, Adi Shankara, Akka Mahadevi, Janabai, Rumi, Hafiz, Fakirs di Bangladesh e Pakistan, di Buddisti Yogi del VI e VII secolo di India e Tibet. In aggiunta a questi testi compaiono canzoni e poesie del personale percorso di Parvathy nella tradizione dei Baul, una confraternita di cantori erranti che interpretano questi poemi mistici la cui poetica può essere riassunta dal titolo dello spettacolo come “Il canto dell’Assoluto”.

Parvathy Baul è cantante, pittrice e cantastorie. Nasce nel Bengala Occidentale (India).

Dopo avere ricevuto sin dall’infanzia insegnamenti di musica e danza, studia arti visuali al Kala Bhavan di Shantiniketan, l’università fondata da Rabindranath Tagore.

Il suo incontro con la viva tradizione dei Baul la spinge verso un apprendimento auto-regolato non istituzionale. Dal 1995 presenta spettacoli in Bengala ed in altri stati indiani e partecipa a numerosi Festival Internazionali tra i quali il “Festival de l’Imaginaire (Parigi)”, il “Festival international du Conte et du Monodrame” (Beirut, Libano), Ethnomad (Ginevra, Svizzera), Transit 5, 6 e 7 (Holstebro, Danimarca). Nel 2012 organizza per il Magdalena Project il “Tantidhatri International Women’s Performing Arts Festival” con spettacoli presentati ad Auroville e Pondicherry: una occasione per un incontro tutto al femminile tra donne con una formazione sia tradizionale che contemporanea. Da diversi anni vive in Kerala (India del Sud) dove ha fondato un centro per la protezione della tradizione Baul che nel 2005 è stata riconosciuta e protetta dall’UNESCO come parte dell’Intangible Cultural Heritage of Humanity.

INFO: Durata 60’. Lingue: Inglese, Bengali, Malawi, Rajasthani, Kannada, Sanscrito, Pali e Marathi. Ingresso: Intero 12€, Ridotto 10€. Biglietteria: www.vivaticket.it, fino a quattro giorni dalla data dello spettacolo. Apertura biglietteria sul luogo dello spettacolo a partire da 3 ore prima dell’inizio.

 


 

Cos’è l’ISTA – International School of Theatre Anthropology

L’ISTA – International School of Theatre Anthropology, fondata nel 1979 e diretta da Eugenio Barba, ha sede a Holstebro, Danimarca. L’ISTA è una rete internazionale di artisti e studiosi di teatro e di danza che si riuniscono periodicamente per un laboratorio itinerante d’antropologia teatrale.

Il campo di ricerca dell’ISTA sono i principi tecnici dell’arte dell’attore/danzatore in una dimensione transculturale. L’obiettivo di questa scelta metodologica deriva da un approccio empirico e mira a una comprensione pratica e teorica dei principi fondamentali che generano la “presenza scenica” dell’attore/danzatore.

L’antropologia teatrale non va confusa con l’antropologia culturale. Si tratta di un nuovo campo di studio applicato all’essere umano in una situazione organizzata di spettacolo.

Le precedenti sessioni dell’ISTA si sono svolte a Bonn (Germania, 1980), Volterra e Pontedera (Italia, 1981), Blois e Malakoff (Francia, 1985), Holstebro (Danimarca, 1986), Salento (Italia, 1987), Bologna (Italia, 1990), Brecon e Cardiff (Gran Bretagna, 1992), Londrina (Brasile, 1994), Umeå (Svezia, 1995), Copenaghen (Danimarca, 1996), Montemor-o-Novo e Lisbona (Portogallo, 1998), Bielefeld (Germania, 2000), Siviglia (Spagna, 2004) e Wroclaw (Polonia, 2005).

 

Diaforà e ISTA

L’associazione Diaforà è nata per promuovere lo studio e la ricerca sul tema della differenza, prestando attenzione ai grandi temi della formazione, del sapere e delle arti. Attenta al territorio e alla comunità circostante, Diaforà è particolarmente interessata allo scambio delle esperienze di pensiero e al dialogo con iniziative caratterizzate dalla stessa vocazione di ricerca sulle “pratiche del sapere”. L’indagine e il confronto tra i linguaggi, l’attenzione al dispiegarsi delle culture e dei saperi, delle credenze e delle opere, delle tradizioni nelle loro differenze, stanno nei programmi di Diaforà con un’attenzione speciale al tema dell’arte, riguardata fuori da valenze estetiche e indagata piuttosto in quanto soglia antropologica decisiva e fondamento di ogni umana sapienza ed esperienza comunitaria.

Diaforà è uno spazio aperto alle arti, in particolare a quelle dinamiche, tra le quali spicca il teatro come occasione decisiva di sperimentazioni aperte al futuro a partire dalla sua originaria funzione, il rapporto ancestrale che lega la comunità umana alla rappresentazione e al rito, quel fenomeno delle origini donde sono emerse le parole e con esse l’umano.

L’interesse al gesto teatrale ha portato Diaforà all’incontro con l’Odin Teatret raccogliendo volentieri, grazie al sostegno della coop. soc. La Fenice onlus, la proposta di svolgere in Lombardia, ad Albino, la nuova sessione dell’ISTA-International School of Theatre Anthropology, la quindicesima dopo undici anni dall’ultima edizione.

 

ISTA 2016

Tema della sessione 2016 è: “Il saper fare dell’attore: sentieri personali, tecniche e visioni”. Maestri di diverse tradizioni di teatro e danza, in collaborazione con Eugenio Barba, introdurranno i partecipanti al livello pre-espressivo dei loro stili, ovvero al livello della presenza scenica. I principi tecnici che governano l’arte di un attore/danzatore non si presentano mai allo stato puro, ma compaiono sempre sotto le vesti di uno stile. Quando le vesti appartengono a stili e tradizioni che ci sono estranei, questi principi elementari rischiano di restarci nascosti per l’estraneità delle forme che li contengono. Quando le vesti ci sono familiari è questa stessa familiarità ad affievolire la nostra attenzione. I primi giorni di apprendistato dei danzatori e degli attori sono decisivi. È su questa soglia che si incontrano i principi elementari della presenza scenica.

Nella XV sessione dell’ISTA i maestri di teatro e danza ripercorreranno i primi passi del loro apprendistato. Nel corso della giornata esemplificheranno, con lavoro pratico e dimostrazioni, come hanno imparato e personalizzato la loro tecnica specifica. I partecipanti avranno l’opportunità di vivere l’esperienza del “primo giorno” diventando consapevoli dei principi che animano il saper fare fisico e mentale di un attore/ danzatore.

La partecipazione è riservata a 50 studenti, tra registi, studiosi di teatro e antropologi provenienti da differenti parti del mondo.

A complemento dell’ISTA sono proposti spettacoli aperti al pubblico, tra cui: “La Vita Cronica” ultima produzione dell’Odin Teatret, Danimarca (8-9-10-15 aprile ore 21.00, 16 aprile ore 17.00 Auditorium Comunale “Benvenuto e Mario Cuminetti”, Albino); “YASHIMA. La vittoria della vita” con Keiin Yoshimura e So Sugimura, Giappone (11 aprile ore 21.00, 16 aprile ore 15.00 Chiesa San Bartolomeo, Albino); “Mahajan Pad. Il canto dell’Assolutocon Parvathy Baul, India (12-16 aprile ore 21.00 Chiesa San Bartolomeo, Albino).

L’ISTA entrerà anche in relazione con quattro differenti istituzioni scolastiche di Bergamo e provincia mettendo in scena tre repliche dedicate esclusivamente agli studenti nei giorni 7, 13 e 14 aprile 2016 alle ore 15.15.

 

INFORMAZIONI ISTA:

PERIODO: 7-17 aprile 2016, Convento della Ripa, Albino (Bergamo), Italia.
ISCRIZIONE: fino al 30 novembre 2015.

INFORMAZIONI GENERALI SUL PROGETTO

Associazione Diaforà www.diafora.info

APPROFONDIMENTO

ODIN TEATRET – NORDISK TEATERLABORATORIUM

Fondato ad Oslo, in Norvegia nel 1964, l’Odin Teatretsi è trasferito a Holstebro, in Danimarca, nel 1966, diventando Nordisk Teaterlaboratorium. Oggi i suoi 25 membri provengono da più di dieci paesi e quattro continenti.

Le attività del Laboratorio comprendono: spettacoli presentati nella propria sede ed in tournée; “baratti” con diversi ambienti a Holstebro ed altrove; organizzazione di incontri di gruppi di teatro; ospitalità verso compagnie e gruppi teatrali; corsi in Danimarca e all’estero; l’annuale Odin Week Festival; pubblicazione di riviste e libri; produzione di film e video didattici; ricerca nel campo dell’Antropologia Teatrale durante le sessioni dell’ISTA, International School of Theatre Anthropology; l’Università del Teatro Eurasiano; produzione di spettacoli con l’ensemble multiculturale Theatrum Mundi; collaborazione con il CTLS, Centre for Theatre Laboratory Studies dell’Università di Aarhus con la quale organizza l’annuale Midsummer Dream School; Festuge (Settimana di Festa) di Holstebro; il festival triennale Transit dedicato alle donne nel teatro; OTA, gli archivi viventi della memoria dell’Odin Teatret; WIN, tirocinio per navigatori interculturali; artisti in residenza; spettacoli per bambini, mostre, concerti, tavole rotonde, iniziative culturali e progetti speciali per la comunità di Holstebro e dell’area circostante.

I 51 anni dell’Odin Teatret come laboratorio hanno favorito la crescita di un ambiente professionale e di studi, caratterizzato da attività interdisciplinari e collaborazioni internazionali. Un campo di ricerca è l’ISTA – International School of Theatre Anthropology – che fin dal 1979 è divenuto un villaggio teatrale in cui attori e danzatori di culture differenti incontrano studiosi per indagare, confrontare i fondamenti tecnici della loro presenza scenica. Un altro campo d’azione è costituito dall’ensemble del Theatrum Mundi che, fin dal 1981, ha presentato spettacoli con un nucleo permanente di artisti di tradizioni e stili diversi.

L’Odin Teatret ha creato 76 spettacoli rappresentati in 64 paesi in vari contesti sociali. Nel corso di queste esperienze, si è sviluppata una specifica cultura dell’Odin, basata sulla diversità e sulla pratica del “baratto”. Gli attori dell’Odin si presentano con il loro lavoro artistico alla comunità che li ospita e, in cambio, questa risponde con canti, musiche e danze appartenenti alla propria tradizione. Il baratto è uno scambio di manifestazioni culturali e offre non solo una comprensione delle forme espressive dell’altro ma mette anche in moto un’interazione sociale che sfida pregiudizi, difficoltà linguistiche e divergenze di pensiero, giudizio e comportamento.

Associazione DIAFORA’

L’Associazione Diaforà ha sede ad Albino (Bergamo), nell’antico Convento della Ripa, e da alcuni anni lavora per lo studio e la ricerca sulla differenza. In un mondo in continua, rapida e profonda trasformazione diventa urgente investire nella cultura a fronte della generale confusione che si vive, schiacciati da una crisi che è di idee ancor prima che economica, di valori più che di capitali e che distoglie lo sguardo dal futuro riducendo nel contempo il passato alla sua nostalgia. La domanda sulla “differenza” intende ripensare la nostra tradizione attraversata da tante vicende storiche, accompagnate a loro volta da innumerevoli figure di umanità, e rimettere in discussione il nostro sapere con le sue separazioni disciplinari e, in generale, la struttura esclusivamente specialistica dell’attuale enciclopedia dei saperi.

La scelta di aver “casa” in un convento quattrocentesco dismesso e dimenticato è il segno non equivoco dei programmi di Diaforà: non tanto la volontà di “restaurare” un pezzo di storia quanto piuttosto rimettere al centro quella storia, ripristinarla nella sua antica funzione, facendo ritornare quello spazio vitale che un’intera comunità ha frequentato per secoli e per la quale il Convento è stato allora un buon punto di riferimento: una sosta accogliente per il riposo dei viandanti, uno spazio di misericordia dello spirito, un luogo della produzione collettiva, un mondo di prospettive educative. E’ un’intera economia che per secoli si è raccolta intorno al convento e oggi occorre far ripartire quella stessa vitalità, quel sistema di scambi e di relazioni capaci un tempo di coinvolgere l’intero territorio. Un passo indietro nella storia per poterne fare due in avanti così da riprendere energie e coraggio per nuove imprese, nuovi dialoghi, nuove intese.

Nel convento l’associazione ha avviato il progetto Diaforà, un Centro di studio, di ricerca e di formazione sulla differenza seguendo l’indicazione che il prof. Carlo Sini aveva suggerito già nel 2009 perché si dedicasse tempo e lavoro per comprendere che cosa vuol dire, oggi, quella ‘differenza’ che è la natura dell’uomo, il suo continuo differire, il suo differenziarsi come cifra costitutiva di ciò che è l’umano.

Nel corso di questi anni Diaforà ha promosso attività di ricerca e di formazione, organizzato conferenze, convegni, seminari, laboratori, mostre aprendo il territorio all’ascolto e al confronto con filosofi, scienziati, psicoanalisti, pedagogisti e antropologi. Ospitando nel Convento della Ripa artisti e musicisti, ha riaperto questo luogo del passato, di cui sta curando il restauro, come spazio ancor oggi capace di accogliere e custodire il gesto dell’arte, riconoscendo un ruolo privilegiato al teatro per la sua vocazione di ‘scrittura di mondo’ aperto alla molteplicità dei linguaggi.

 

TTB TEATRO TASCABILE DI BERGAMO – ACCADEMIA DELLE FORME SCENICHE

ll TTB Teatro tascabile di Bergamo – Accademia delle Forme Sceniche soc. coop. sociale è stato fondato nel 1973 da Renzo Vescovi sulla via aperta dal Teatr-Laboratorium di Jerzy Grotowski e dall’Odin Teatret di Eugenio Barba. Ha la sua sede a Bergamo Alta, nell’ex monastero del Carmine, dove svolge la sua attività di teatro-laboratorio sviluppando la ricerca intorno al teatro in spazi aperti, al teatro-danza orientale, alla pedagogia ed alla drammaturgia dell’attore. In oltre 40 anni di attività ha realizzato o prodotto 115 spettacoli presentati in Italia e in 39 Paesi esteri, oltre a tenere conferenze, laboratori e spettacoli-dimostrazione sulle tecniche praticate dal gruppo. Ha inoltre organizzato più di 70 eventi in Italia e all’estero (Manifestazioni, Festival, Rassegne, Eventi speciali, Attività pedagogiche).

Caratteristica del Teatro tascabile di Bergamo è quella di essere un “teatro di gruppo”. Lo contraddistingue un lavoro che si svolge su un piano di interazione complessiva dei suoi membri, secondo il costume delle botteghe d`arte rinascimentali: non una “compagnia” ma un gruppo di persone unite da un costante lavoro quotidiano, relativo non solo alla preparazione di uno spettacolo, ma anche a tutto ciò che allo spettacolo sta intorno, realizzando specifici ed autonomi processi creativi non immediatamente “produttivi”, ma tali da determinare anche una parallela e continua elaborazione culturale.

I nomi Teatro tascabile di Bergamo – Accademia delle Forme Sceniche rispecchiano i due volti del TTB: da una parte gli spettacoli, tanto all’aperto che al chiuso, e dall’altra la pedagogia e ricerca sull’arte dell’attore e sulle sue molte tecniche. Il TTB è un teatro internazionale radicato nel suo territorio di riferimento dove organizza Manifestazioni, Festival, Rassegne, Progetti per il teatro giovane, una scuola di teatro ed iniziative di Cultura del teatro e di pedagogia.

 

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