Fukushima Musikverein Chor a Milano

L’associazione AsiaTeatro è lieta di patrocinare il concerto a Milano del Fukushima Musikverein Chor in collaborazione con il Coro Bach:

Concerto per la pace e l’amicizia
Venerdì 6 gennaio 2017 – ore 15
Santuario di Santa Maria dei Miracoli e San Celso
Corso Italia 37
Milano
ingresso gratuito

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Con il patrocinio di:
Consolato Generale del Giappone a Milano
AsiaTeatro
Associazione Giappone in Italia

Evento inserito nel calendario ufficiale delle celebrazioni per il 150° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Giappone e Italia

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Programma

Fukushima Musikverein Chor
Akatonbo –  da Five songs di Yamada Kosaku, trascrizione Miyoshi Akira, Direttore Kanno Masami
Machiboke – da Five songs di Yamada Kosaku, trascrizione Miyoshi Akira, Direttore Kanno Masami
Pechika – da Five songs di Yamada Kosaku, trascrizione Miyoshi Akira, Direttore Kanno Masami
La pioggia – da L’anima dell’acqua di Takata Saburo, Direttore Takahashi Yuji
Small sky di Takemitsu Toru, Direttore Takahashi Yuji
Wings di Takemitsu Toru, Direttore Takahashi Yuji

Coro Bach di Milano Direttore Sandro Rodeghiero
Dormi, dormi di Bruno Bettinelli
Bogoroditse Devo di Serghei Rachmaninov
O magnum mysterium di Morten Lauridsen

Fukushima Musikverein Chor e Coro Bach di Milano
Messa no.2 D167 G maggiore di Schubert, Direttore Korai Masanobu
Magnificat RV610 di Vivaldi, Direttore Sandro Rodeghiero

 

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Il Coro Fukushima è stato fondato nel 1990 da Korai Masanobu, per il desiderio di creare un coro capace di esecuzioni di alto livello qualitativo e artistico in Giappone e all’estero. I membri sono tutti stati scelti con un’audizione, e la maggior parte dei membri si sono diplomati all’università di musica in Giappone, e sono docenti di scuola media o liceo. Dalla fondazione il Coro ha tenuto 58 concerti in Giappone, nella provincia di Fukushima e a Tokyo, all’estero a Vienna, Berlino, Lipzig, Seoul, Bratislava, Chemnitz. Il coro è anche riconosciuto nell’ambiente per i molti concerti con la Fukushima Musikverein Orchestra. Nel loro vasto repertorio è presente la musica sacra, la musica occidentale fino alla contemporanea, e anche i compositori giapponesi tradizionali e contemporanei.

koraimasanobu-square-800x600Il direttore musicale Korai Masanobu si è laureato alla Yamagata University alla Facoltà d’Arte, nella sua lunga carriera è stato docente alla Fukushima High School, Asaka High School e altre. La prefettura di Fukushima gli ha conferito il Riconoscimento per la diffusione e lo sviluppo delle orchestre dei licei. Ha diretto il Coro 24 volte nei concerti all’estero. Ha participato a Internationale Bachakademie Stuttgart, e ha diretto il Gachinger Kantorei, il Bach Collegium. Nel 2015 è stato insignito del Person of Cultural Merit di Fukushima. E’ presidente onorario del Fukushima Choral Association, presidente del Fukushima Chamber Chor, direttore musicale del Trinklied Männerchor, direttore musicale del Musicantechor Fukushima.

kanno-2-square-800x600Il presidente del Fukushima Musikverein Chor è Kanno Masami, si è laureato alla Kunitachi College of Music. E’ stato docente alla Asaka Girl’s High School, Fukushima Girl’s High School, Tachibana High School, Koriyama High School, e altre; dal 1987 al 1998, con il coro di Asaka Girl’s High School, ha vinto il primo premio del The National Choral Competition 12 anni di seguito e 11 volte il Honorable Award of the Minister of Education. Nel 1995 ha vinto il Grand Prix del The National Choral Competition. Nel 2015 ha vinto primo premio del The Nationwide Contest of Music sponsored by NHK. Inoltre è stato insignito del Premio Insegnante di Eccellenza del Ministero dell’Educazione. E’ vice presidente del Japan Choral Association, presidente del Japan Choral Association Tohoku Division, presidente del Fukushima Choral Association, direttore del Sukagawa Female Chorus, Trois Leur, Asaka Female Choir, L’Aube des Temps.

a-ok-800x600Il direttore Takahashi Yuji si è laureato alla Tokyo Gakugei University Facoltà d’Arte. Ha portato alla National Choral Competition, come il direttore, i cori di Aizu High School e l’Aizu Gakuho High School.
Nel 2004 ha vinto il Honorable Award of the Minister of Education. E’ direttore del Coro Aizu e del Chourus Cosmos, inoltre è vice presidente di Fukushima Choral Association.

hoshieiichi-800x600Il pianista Hoshi Eiichi, si è laureato alla Yamagata University, alla Facoltà d’Arte.
E’ docente alla Fukushima Higashi High School. Come direttore, ha portato alla vittoria alla National Choral Competition, il Coro dell’Asaka Girl’s High School e il Wind Ensemble Orchestra. E’ stato insignito del Premio Insegnante di Eccellenza del Ministero dell’Educazione. E’ vice presidente della Fukushima Choral Association, è anche Direttore del Kurabikan, Choral Aurora.

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Il Coro Bach di Milano nasce nel maggio 1995, per iniziativa del suo attuale direttore, Sandro Rodeghiero, da un gruppo di coristi appassionati del grande musicista tedesco, con il desiderio di dare un contributo tutto italiano a un repertorio di grandissimo interesse qual è quello delle cantate sacre e, più in generale, della musica sacra di Bach, e di diffonderlo presso un pubblico più ampio e variegato possibile. Negli anni, tuttavia, il repertorio si è ampliato fino a comprendere autori di tutte le epoche. Il coro ha al suo attivo oltre 100 concerti, ospitati nelle più belle chiese e sale da concerto della nostra Milano e di altre città. In collaborazione con l’associazione culturale Extra Moenia ha co-organizzato negli anni alcune importanti iniziative, tra cui due edizioni de “Le Cattedrali della Musica”: nel 2000 per il 250° anniversario della morte di Bach e nel 2006 per le celebrazioni cittadine del 250° anniversario della nascita di Mozart, con il patrocinio del Comune di Milano e la partecipazione di cori e solisti provenienti da tutta Europa. È stato ospitato in diverse stagioni musicali, nel 2011 è stato invitato a partecipare al concerto delle celebrazioni per il 40° anniversario delle relazioni Italia-Cina, al Teatro Arcimboldi, con un repertorio di canti tradizionali cinesi in lingua originale; nel maggio del 2014 ha partecipato a “Orfeo, canta!”, uno spettacolo itinerante tra le sale del Museo del Novecento a Milano prodotto e diretto dal regista Franco Brambilla; nel Novembre del 2014 ha eseguito il Deutsches Requiem di J. Brahms nel Duomo di Casale Monferrato nell’ambito del Festival Luoghi Immaginari, con la direzione di Yulia Khutoretskaya; nel giugno 2015 ha celebrato il XX anniversario della fondazione con l’esecuzione di due grandi cantate bachiane: BWV21 e BWV172, e più recentemente, nel Giugno 2016, ha rieseguito il Requiem di Brahms a Milano. Il Coro Bach ha sempre privilegiato il rapporto tra musica e solidarietà, e con questo spirito da diversi anni collabora alla realizzazione di iniziative finalizzate non solo alla raccolta fondi ma anche a far conoscere al pubblico i progetti umanitari più importanti e innovativi.

rodeghiero-1-800x600Sandro Rodeghiero è il Direttore del Coro Bach di Milano, ha compiuto gli studi universitari e musicali a Milano, ha quindi studiato direzione di coro con i Maestri Zingaro e Galimberti e ha frequentato i corsi di direzione d’orchestra del Maestro M. Dones. Dal 1978 al 1986 ha insegnato chitarra classica presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Dal 1988 è direttore del Coro dei C.P.S.M. Nel 1992 ha fondato il Coro Arcadelt con il quale si è dedicato al repertorio polifonico rinascimentale a cappella. Nel 1995 ha fondato, e da allora dirige il Coro Bach di Milano, col quale si dedica all’esecuzione di musica sacra per coro e orchestra di Bach e del barocco europeo, nonché alla musica a cappella dal Rinascimento ai giorni nostri.

Per maggiori informazioni
www.fukushimamusikvereinchor.com

 

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Convocazione assemblea 2017

Il Consiglio direttivo dell’associazione culturale AsiaTeatro convoca l’assemblea annuale dei soci sabato 10 giugno 2017, in prima convocazione alle ore 14,30 e in seconda convocazione alle ore 15 presso la sede sociale in via Padova 60, Milano (metro MM1 Pasteur, citofono Covito).

Ordine del giorno:
1 – riepilogo delle attivita’ svolte nel 2016 e discussione delle attivita’ future;
2 – approvazione del bilancio consuntivo e preventivo;
3 – rinnovo delle cariche sociali;
4 – varie ed eventuali.

Si ricorda che possono partecipare all’assemblea solo i soci in regola con il pagamento della quota annuale. E’ possibile delegare un altro socio comunicandone il nome via mail o attraverso il modulo allegato. Ogni socio non puo’ avere piu’ di tre deleghe.

Milano, 23 maggio 2017
la Presidente
Carmen Covito

scarica il modulo per delega

 

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Mostra fotografica su Tucci

Nell’ambito della manifestazione MILANO ASIAN ART 2017:

Il Tibet di Giuseppe Tucci. Fotografie delle spedizioni degli anni ’30

11 maggio-10 giugno 2017

Galleria Renzo Freschi Oriental Art
Via Gesù, 17 – 20121 Milano

Giuseppe Tucci è stato il più illustre studioso italiano dell’arte e della religione tibetane. I suoi numerosi libri di viaggio e di studio, noti in tutto il mondo, sono tuttora indispensabili per comprendere il fascino di una cultura così straordinaria e profonda. Tra il 1928 e il 1956 Tucci effettuò otto spedizioni in Tibet e sei in Nepal, tradusse i testi fondamentali del buddhismo tlbetano e nel 1957 fondò a Roma il Museo Nazionale di Arte Orientale.

La mostra presenta 20 fotografie in b/n scattate negli anni ’30 dai fotografi al seguito delle esplorazioni di Tucci in Ladakh (India) e in Tibet. Sono immagini dei maestosi paesaggi del “Tetto del mondo” e di quei costumi immutati da secoli.

Martedì 30 maggio alle 18.00, Alice Crisanti – studiosa della vita e delle opere di Tucci – terrà una conferenza su di lui nell’Aula Magna dell’Università Card. Giovanni Colombo, piazza San Marco 2, Milano.

“L’estate scorsa durante un viaggio nelle bellissime Marche, decisi di fermarmi a Macerata, patria di Matteo Ricci (1552-1610) -missionario e scienziato ammesso alla corte imperiale cinese, ancor oggi considerato un grande letterato – e Giuseppe Tucci (1894-1984), il più importante studioso del Tibet.

Già negli anni ’70 i libri di Tucci avevano ispirato i miei viaggi in India e in Nepal e speravo di trovare a Macerata notizie dell’uomo oltre a quelle dello studioso. Prima di Macerata mi ero fermato a Elcito, una decina di case arroccate a 800 metri e un panorama mozzafiato. Camminando lungo le tre stradine del borgo avevo scoperto sulle pareti di alcune case le fotografie di un gruppo di monaci tibetani in abiti monastici con i tradizionali strumenti musicali. Anche se le informazioni degli unici tre anziani abitanti erano molto vaghe, mi sembrava veramente bizzarro trovare tracce del Tibet in un luogo così sperduto. Ma il caso o il destino fu ancora più imprevedibile quando a Macerata mi fu riferito che effettivamente esisteva un avvocato appassionato di Tucci e che era stato lui a portare i monaci tibetani a Elcito. Gianfranco Borgani, studioso di Tucci, ne aveva conosciuto la moglie, che lo aveva autorizzato a scansire alcune fotografie scattate durante le spedizioni del marito. Nel 2004 Borgani aveva organizzato una serie di eventi in occasione dei vent’anni anni dalla scomparsa dell’illustre studioso, tra i quali proprio una mostra di quelle fotografie.
Questa mostra nasce da quell’incontro che il destino ha propiziato.”
Renzo Freschi

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Milano Asian Art 2017

L’associazione culturale AsiaTeatro è lieta di patrocinare la manifestazione MILANO ASIAN ART 2017 che si terrà dall’ 11 al 31 maggio.

Ottava edizione della rassegna di arte orientale iniziata nel 2010, Milano Asian Art coinvolge 6 gallerie milanesi, Mirco Cattai (Via Manzoni 12), Dalton-Somaré (Via Borgonuovo 5), Renzo Freschi (Via Gesù 17), David Sorgato (Via Sant’Orsola 13), Giuseppe Piva (Via San Damiano 2), La Galliavola (Via Borgogna 9),   e due musei: Museo Poldi Pezzoli (Via Manzoni 12) e Mudec-Museo delle Culture (Via Tortona 56).
Ogni galleria organizza un’esposizione particolare dedicata ad aspetti e produzioni della cultura artistica dell’Estremo Oriente, mentre i musei valorizzano le collezioni orientali delle loro raccolte permanenti.

https://www.facebook.com/MilanoAsianArt/

 

Nell’ambito della rassegna, il Museo Poldi Pezzoli presenta la mostra “C’ERA UNA VOLTA IN GIAPPONE” che sarà inaugurata l’11 maggio e resterà aperta fino al 31 luglio.  La mostra accosta due diverse tipologie di opere d’arte giapponesi: una selezione dei netsuke e okimono del Museo Poldi Pezzoli e alcune fotografie – stampe all’albumina colorate a mano da artisti del tempo e collotipi – della Fondazione “Ada Ceschin e Rosanna Pilone” di Zurigo, che promuove lo studio di una delle più grandi collezioni al mondo nel suo genere, concessa in deposito nel 2012 al Museo delle Culture di Lugano.

Le opere in esposizione sono state realizzate da abilissimi artigiani giapponesi e dialogano magnificamente tra loro per lo stile e le iconografie dei soggetti raffigurati. Realizzate tutte nel Periodo Meiji (1868-1912), mostrano scene di vita quotidiana e paesaggi naturali.

In occasione della mostra il Museo Poldi Pezzoli organizza due conferenze:

Giovedì 25 maggio, ore 18.00
La fotografia della Scuola di Yokohama
Moira Luraschi, ricercatrice del Museo delle Culture di Lugano

Giovedì 8 giugno, ore 18.00
L’era Meiji. Dal feudalesimo alla rinascita del Giappone nella modernità
Keiko Ando, direttrice del Centro di Cultura giapponese di Milano

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

http://www.museopoldipezzoli.it/…

 

La Galleria Renzo Freschi presenta una mostra fotografica sulle esplorazioni di Giuseppe Tucci: da non perdere!
http://www.asiateatro.it/mostra-fotografica-su-tucci/

 

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Gagaku & Budō

Meiji Jingū
Santuario Shintoista di Tokyo
presenta

Gagaku & Budō
Musica di Corte Giapponese e Arti Marziali

Milano
Teatro dell’Arte
martedì, 31 gennaio 2017
ore 20.30

L’anno appena trascorso, il 2016, ha segnato la storica ricorrenza dei 150 anni di amicizia tra Giappone e Italia. Ricollegandosi a questo importante anniversario, il Meiji Jingū presenta a Milano e a Roma un’esibizione di gagaku, musica di corte, e di budō, arti marziali patrimonio della tradizione e della cultura giapponese.

Il Meiji Jingū è un tempio shintoista dedicato alle anime dell’Imperatore Mutsuhito e di sua moglie, l’Imperatrice Shōken.
http://www.meijijingu.or.jp/english/
L’imperatore Meiji ha una particolare importanza nella storia giapponese perché nel 1867 ha dato inizio alla modernizzazione del Giappone, abolendo il vecchio regime feudale e cominciando a costruire una nazione aperta al resto del mondo e che però non avrebbe mai dimenticato la sua cultura originale.

Il gagaku, musica di corte tradizionale, che si tramanda invariata nella sua forma originaria da almeno 1500 anni, è il risultato della fusione tra antiche musiche giapponesi e generi melodici di provenienza asiatica. Preservato dalla corte imperiale, è giunto inalterato fino ai giorni nostri, eseguito come musica liturgica nei principali santuari shintoisti e templi buddisti.
Nella musica gagaku si utilizzano  tamburi tradizionali (taiko), strumenti a fiato quali il ryūteki (un tipo di flauto traverso) e lo shō (strumento cilindrico composto da 17 canne di bambù di lunghezze diverse); spesso è previsto l’accompagnamento di danze. L’esibizione in programma vede protagonisti sacerdoti e miko shintoiste del Meiji Jingū.

Il budō, la disciplina marziale, è qui presentato sotto forma di spettacolare dimostrazione di aikidō e kenjutsu (arte del combattimento con la spada) a cura dei maestri dello Shiseikan, il dōjō del Meiji Jingū, affiancati da praticanti amatoriali europei che hanno frequentato il dōjō stesso.

Come ben noto, il budō si prefigge di fortificare lo spirito e il corpo, considerando il primo non meno importante del secondo. Una spiritualità che, secondo la tradizione, trova la sua origine in antiche credenze giapponesi e che è dunque profondamente legata sia allo shintoismo, sia al buddismo, trasmesso in Giappone dopo il VI secolo.

Al CRT Teatro dell’Arte un evento multidisciplinare, che abbraccia musica, teatro ed arti marziali e che conduce il pubblico in un viaggio nell’anima più profonda e autentica della cultura nipponica, con le arti del Gagaku e del budō profondamente intrise dello spirito giapponese e della storia millenaria del Sol Levante.

 

Scarica il volantino in pdf

PROGRAMMA

Proiezioni:
• filmati sulla cultura giapponese e sullo shintoismo; presentazione del Santuario Meiji Jingū (introduzione a cura di Carmen Covito, presidente di AsiaTeatro).

Gagaku (musica di corte):
Hyōjō-netori e Etenraku: concerto di 3 fiati e 3 percussioni.
Yoyogi-no-mai: danze con accompagnamento di musica “kagura” eseguite da miko shintoiste del Meiji Jingū.
Ran-Ryō-ō (Il Principe di Lan Ling): danze con accompagnamento di musica “bugaku” eseguite da sacerdoti shintoisti del Meiji Jingū.

Budō (arti marziali):
• dimostrazione di aikidō e kenjutsu a cura del Direttore dello “Shiseikan” (dōjō del Meiji Jingū) e di altri maestri e praticanti.


Teatro dell’Arte
viale Alemagna, 6 – 20121 Milano
tram 1, 19, 27 – autobus 57, 61, 94
M 1 e 2 Cadorna Triennale
BikeMi 33
la sede è accessibile alle persone con disabilità

INGRESSO LIBERO SU PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA (fino a esaurimento posti)
Prenotazioni: 26 e 27 gennaio, 10:30 – 13:00, 14:30 – 18:00
biglietteria@crtmilano.it
Tel. 02/72434258
Ritiro dei biglietti: nei giorni 28, 29 e 31 gennaio presso la biglietteria della Triennale

In collaborazione con:
Fondazione CRT Teatro dell’Arte

Sponsor:
Japan Foundation/Toshiba International Foundation/The Nippon Foundation/ The Tokyo Club

Mizuho Bank, Ltd./The Bank of Tokyo-Mitsubishi UFJ, Ltd./Aichi Sangyo Co., Ltd./Kikkoman Corporation/TOYOTA MOTOR CORPORATION/IDEA Consultants, Inc./KOTOBUKI SEATING CO.,LTD./TOYOTA INDUSTRIES CORPORATION/The Japan-Belgium Society/ NIPPON EXPRESS CO., LTD


Patronage:
Ambasciata del Giappone in Italia/Camera di Commercio e Industria Giapponese in Italia (CCIGI)

Info:
www.triennale.org/teatro


Lo spettacolo sarà poi presentato a Roma il 2 febbraio alle ore 20
presso l’Istituto Giapponese di Cultura in Roma
via Antonio Gramsci 74
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Introduzione  a cura della professoressa Matilde Mastrangelo (Dipartimento ISO Univ. di Roma “La Sapienza”).
www.jfroma.it

 

 

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Al MAO “Le figure dei sogni”

In mostra al MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino:
LE FIGURE DEI SOGNI. Marionette, burattini e ombre nel teatro orientale

dal 3 Dicembre 2016 al 19 Febbraio 2017

La prima mostra in Italia dedicata interamente al teatro di figura orientale. In mostra 400 figure dalla collezione personale di Augusto Grilli, appassionato collezionista e fondatore della compagnia che porta il suo nome, per scoprire il mondo affascinante e complesso delle ombre, dei burattini e delle marionette cinesi, indiane, nepalesi, vietnamite, giavanesi, birmane, turche e greche.

La mostra è un viaggio itinerante attraverso le diverse aree culturali, per condurre il visitatore alla scoperta degli straordinari aspetti del teatro di figura. Dai più noti al grande pubblico, come il teatro delle ombre giavanesi e cinesi, a quelli meno noti, come le grandi sagome indiane, la varietà dei burattini orientali – da quelli a guanto a quelli a stecca – e le diverse tipologie di marionette, come quelle d’acqua del Vietnam o le grandi figure birmane e indiane.

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All’insegna de Le Figure dei Sogni, il MAO organizza un ciclo di appuntamenti in stretto dialogo con la mostra. Marionette, burattini e ombre prenderanno incredibilmente vita tra le mani degli artisti del teatro di figura, per fare rivivere la magia di questa straordinaria forma d’arte con rappresentazioni per grandi e piccini. Gli spettacoli a cura di A.G.S.T. saranno messi in scena da Augusto Grilli, con l’utilizzo di marionette orientali del secolo scorso e italiane dell’800. Si tratta infatti di spettacoli che si rifanno alla tradizione del teatro di figura sia orientale, sia occidentale. Migliaia di chilometri di distanza per trame ugualmente semplici che nascondono insospettabili quanto fondamentali difficoltà tecniche. Gli spettacoli in programma prevedono l’utilizzo anche di marionette e burattini moderni, come quelli che porterà in scena il Teatro Carillon.

MAO – Museo d’Arte Orientale
Via San Domenico 11
10122 Torino

http://www.maotorino.it

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Convocazione Assemblea dei soci 2016

Il Consiglio direttivo dell’associazione culturale AsiaTeatro convoca l’assemblea annuale dei soci sabato 18 giugno 2016, in prima convocazione alle ore 16,00 e in seconda convocazione alle ore 17,00 presso la sede sociale in via Porpora 149, Milano (metro MM2 Lambrate, citofono Covito).

Ordine del giorno:
1 – riepilogo delle attivita’ svolte nel 2015 e discussione delle attivita’ future;
2 – approvazione del bilancio consuntivo e preventivo;
3 – varie ed eventuali.

Si ricorda che possono partecipare all’assemblea solo i soci in regola con il pagamento della quota annuale.
E’ possibile delegare un altro socio comunicandone il nome via mail o attraverso il modulo allegato. Ogni socio non puo’ avere piu’ di tre deleghe.

Milano, 8 giugno 2016
la Presidente
Carmen Covito

 

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ISTA 2016 ad Albino (Bergamo)

“IL SAPER FARE DELL’ATTORE: SENTIERI PERSONALI, TECNICHE E VISIONI”

15a SESSIONE ISTA – INTERNATIONAL SCHOOL OF THEATRE ANTHROPOLOGY diretta da Eugenio Barba
ALBINO (Bergamo-ITALIA) 7-17 aprile 2016

 

Dal 7 al 17 aprile 2016 torna, dopo 11 anni di assenza, l’ISTA-International School of Theatre Anthropology, l’Università itinerante creata dal regista Eugenio Barba per approfondire lo studio dell’Antropologia Teatrale. Giunta alla XV sessione, l’ISTA 2016 avrà luogo ad Albino (Italia), organizzata dall’Odin Teatret grazie alla collaborazione con l’Associazione Diaforà e il TTB Teatro Tascabile di Bergamo–Accademia delle Forme Sceniche. Dieci giorni di ricerca teatrale tra laboratori, dimostrazioni di lavoro, analisi comparative e spettacoli, a cura di Parvathy Baul (India), I Wayan Bawa (Bali), Keiin Yoshimura e So Sugiura (Giappone), TTB Teatro tascabile di Bergamo–Accademia delle Forme Sceniche (Italia) e Odin Teatret (Danimarca).

Il progetto gode del Patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Albino ed è realizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Città di Albino e il DeSidera Festival.

 

 SPETTACOLI APERTI AL PUBBLICO

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Venerdì 8, Sabato 9, Domenica 10, Venerdì 15 aprile Ore 21.00, Sabato 16 aprile ore 17.00

Auditorium Comunale “Benvenuto e Mario Cuminetti”, Albino (Bg)

LA VITA CRONICA

Spettacolo con Odin Teatret, Danimarca

Dedicato a Anna Politkovskaya e Natalia Estemirova scrittrici russe in difesa dei diritti umani, assassinate da sicari nel 2006 e 2009 per la loro opposizione al conflitto ceceno.

Personaggi: una Madonna Nera, la vedova di un combattente basco, una rifugiata cecena, una casalinga rumena, un avvocato danese, un musicista rock delle isole Faroe, un ragazzo colombiano che cerca suo padre scomparso in Europa, una violinista di strada italiana, due mercenari.

La vita cronica si svolge contemporaneamente in Danimarca e in altri paesi d’Europa nel 2031, dopo la terza guerra civile. Individui e gruppi con retroterra diversi si ritrovano insieme e si confrontano spinti da sogni, disillusioni e attese divergenti. Un ragazzo approda dall’America Latina in cerca di suo padre scomparso. “Smettila di cercare tuo padre”, gli sussurrano mentre lo accompagnano di porta in porta. Non è l’innocenza né la conoscenza a salvare il ragazzo. Sarà l’ignoranza a fargli scoprire la sua porta. Tra lo sconcerto di noi tutti che non crediamo all’incredibile: che una vittima valga, da sola, più di ogni valore. Più di Dio.

Testi: Ursula Andkjær Olsen e Odin Teatret Attori: Kai Bredholt, Roberta Carreri, Jan Ferslev, Elena Floris, Donald Kitt, Tage Larsen, Carolina Pizarro, Iben Nagel Rasmussen, Fausto Pro, Julia Varley Dramaturg: Thomas Bredsdorff Consigliere letterario: Nando Taviani Disegno luci: Odin Teatret Consulente luci: Jesper Kongshaug Spazio scenico: Odin Teatret Consulenti spazio scenico: Jan de Neergaard, Antonella Diana Musica: melodie tradizionali e moderne Costumi: Odin Teatret, Jan de Neergaard Direttore tecnico: Fausto Pro Assistenti alla regia: Raúl Iaiza, Pierangelo Pompa e Ana Woolf Regia e drammaturgia: Eugenio Barba.

Una produzione Nordisk Teaterlaboratorium (Holstebro), Teatro de La Abadía (Madrid), The Grotowski Institute (Wroclaw).

INFO: Vietato ai minori di 12 anni. Durata 70’ senza intervallo. A spettacolo iniziato è vietato l’ingresso. Ingresso: intero 17€, Ridotto 12€.
Biglietteria:
www.vivaticket.it fino a quattro giorni dalla data dello spettacolo. Apertura biglietteria sul luogo dello spettacolo a partire da 3 ore prima dell’inizio.

 

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Lunedì 11 aprile ore 21.00, Sabato 16 aprile ore 15.00

Chiesa San Bartolomeo,
Piazza G. Carnovali, Albino (Bergamo)

YASHIMA. La vittoria della vita

Spettacolo con Keiin Yoshimura e So Sugimura (allo Shamisen), Giappone

La danza Kamigata-mai, di cui Keiin Yoshimura è massima esponente, è una antica forma d’arte nata all’ombra delle corti giapponesi del XVII secolo. Nasce e si sviluppa nella regione di Kyoto e Osaka (Kamigata), ha radici nelle danze tradizionali giapponesi del Noh e del Kyogen e riprende alcuni elementi dai movimenti delle marionette Bunraku. Il Kamigata-mai è un rito in cui si è chiamati a condividere la cultura giapponese e il suo senso di quiete, purezza e bellezza.

Mai è il risveglio dell’anima,
Mai è la preghiera per il Supremo
Mai è l’amore per l’Assoluto
Mai è la natura del Giappone.
Attraverso il “Mai” noi preghiamo l’Unico, perché il mondo sia un luogo in cui vivere in pace e amore.

Lo spettacolo si apre con il brano Yashima, una piccola isola in cui avvenne una storica battaglia. Un giorno di primavera un monaco in pellegrinaggio, in memoria di quella guerra, visita Yashima. Nella notte gli appare lo spettro del generale Yoshitsune. Di racconto in racconto, rievocando gli episodi coraggiosi di cui era stato protagonista, fa l’alba. Lo spettro del generale svanisce con il vento del mattino.

A seguire un Interludio musicale a ricreare la rarefatta atmosfera creata dai silenziosi rintocchi di una campana da un tempio distante in una giornata nevosa. A chiusura Yuki, una delle danze Jiuta più famose. Il testo narra la storia di una suora buddista che vive in un monastero dal giorno in cui, da giovane cortigiana, è stata abbandonata dal suo amante. I rintocchi di una campana in un tempio immerso nella neve le fa tornare alla mente le sue pene del passato.

Keiin Yoshimura: Regista, interprete e coreografa di danza Kamigata-Mai, è coordinatrice dello Yoshimura Keiin Kamigata-Mai Studio e del Kamigatamaitomonokai di Tokyo. All’età di 5 anni inizia il suo apprendistato in pianoforte e danza tradizionale Kabuki. Nel 1974 si diploma al Musashino University of Music. Allieva in Kamaigata- Mai di Yukio Yoshimura (V) e Kisho Yoshimura (VI) studia Teatro Noh sotto la guida del grande maestro Hideo Kanze e Izumi Mikawa (uno dei “tesori nazionali” viventi della Nazione) e pratica le arti marziali tradizionali Kendo e Kyudo. Nel 2000 realizza il progetto “Japan-India traditional performances exchange program” e dal 2001 diventa insegnante di Yoga e maestra di Motoyama Merdien Exercises for Ki Practice. Dal 2004 viaggia in tutto il mondo per presentare i suoi spettacoli.

INFO: Durata 60’. Lingua: giapponese. Ingresso: Intero 12€, Ridotto 10€. Biglietteria: www.vivaticket.it, fino a quattro giorni dalla data dello spettacolo. Apertura biglietteria sul luogo dello spettacolo a partire da 3 ore prima dell’inizio.

 

Parvathy-Baul-by-Ravi-Gopalan-Nair

Martedì 12 e Sabato 16 aprile ore 21.00

Chiesa San Bartolomeo
Piazza G. Carnovali, Albino (Bergamo)

Mahajan Pad. Il canto dell’Assoluto

Spettacolo con Parvathy Baul (India)

Parvathy Baul presenta una raccolta di poesie e canzoni mistiche Sufi e Yogi provenienti da diverse tradizioni ma unite dal concetto di “Amore” verso il divino, analogamente a come è inteso e vissuto nella tradizione giudaico-cristiana nel Cantico dei Cantici.

Le composizioni, diverse per stile e lingua sono canzoni e poesie di Kabir, Nanak, Meera, Adi Shankara, Akka Mahadevi, Janabai, Rumi, Hafiz, Fakirs di Bangladesh e Pakistan, di Buddisti Yogi del VI e VII secolo di India e Tibet. In aggiunta a questi testi compaiono canzoni e poesie del personale percorso di Parvathy nella tradizione dei Baul, una confraternita di cantori erranti che interpretano questi poemi mistici la cui poetica può essere riassunta dal titolo dello spettacolo come “Il canto dell’Assoluto”.

Parvathy Baul è cantante, pittrice e cantastorie. Nasce nel Bengala Occidentale (India).

Dopo avere ricevuto sin dall’infanzia insegnamenti di musica e danza, studia arti visuali al Kala Bhavan di Shantiniketan, l’università fondata da Rabindranath Tagore.

Il suo incontro con la viva tradizione dei Baul la spinge verso un apprendimento auto-regolato non istituzionale. Dal 1995 presenta spettacoli in Bengala ed in altri stati indiani e partecipa a numerosi Festival Internazionali tra i quali il “Festival de l’Imaginaire (Parigi)”, il “Festival international du Conte et du Monodrame” (Beirut, Libano), Ethnomad (Ginevra, Svizzera), Transit 5, 6 e 7 (Holstebro, Danimarca). Nel 2012 organizza per il Magdalena Project il “Tantidhatri International Women’s Performing Arts Festival” con spettacoli presentati ad Auroville e Pondicherry: una occasione per un incontro tutto al femminile tra donne con una formazione sia tradizionale che contemporanea. Da diversi anni vive in Kerala (India del Sud) dove ha fondato un centro per la protezione della tradizione Baul che nel 2005 è stata riconosciuta e protetta dall’UNESCO come parte dell’Intangible Cultural Heritage of Humanity.

INFO: Durata 60’. Lingue: Inglese, Bengali, Malawi, Rajasthani, Kannada, Sanscrito, Pali e Marathi. Ingresso: Intero 12€, Ridotto 10€. Biglietteria: www.vivaticket.it, fino a quattro giorni dalla data dello spettacolo. Apertura biglietteria sul luogo dello spettacolo a partire da 3 ore prima dell’inizio.

 


 

Cos’è l’ISTA – International School of Theatre Anthropology

L’ISTA – International School of Theatre Anthropology, fondata nel 1979 e diretta da Eugenio Barba, ha sede a Holstebro, Danimarca. L’ISTA è una rete internazionale di artisti e studiosi di teatro e di danza che si riuniscono periodicamente per un laboratorio itinerante d’antropologia teatrale.

Il campo di ricerca dell’ISTA sono i principi tecnici dell’arte dell’attore/danzatore in una dimensione transculturale. L’obiettivo di questa scelta metodologica deriva da un approccio empirico e mira a una comprensione pratica e teorica dei principi fondamentali che generano la “presenza scenica” dell’attore/danzatore.

L’antropologia teatrale non va confusa con l’antropologia culturale. Si tratta di un nuovo campo di studio applicato all’essere umano in una situazione organizzata di spettacolo.

Le precedenti sessioni dell’ISTA si sono svolte a Bonn (Germania, 1980), Volterra e Pontedera (Italia, 1981), Blois e Malakoff (Francia, 1985), Holstebro (Danimarca, 1986), Salento (Italia, 1987), Bologna (Italia, 1990), Brecon e Cardiff (Gran Bretagna, 1992), Londrina (Brasile, 1994), Umeå (Svezia, 1995), Copenaghen (Danimarca, 1996), Montemor-o-Novo e Lisbona (Portogallo, 1998), Bielefeld (Germania, 2000), Siviglia (Spagna, 2004) e Wroclaw (Polonia, 2005).

 

Diaforà e ISTA

L’associazione Diaforà è nata per promuovere lo studio e la ricerca sul tema della differenza, prestando attenzione ai grandi temi della formazione, del sapere e delle arti. Attenta al territorio e alla comunità circostante, Diaforà è particolarmente interessata allo scambio delle esperienze di pensiero e al dialogo con iniziative caratterizzate dalla stessa vocazione di ricerca sulle “pratiche del sapere”. L’indagine e il confronto tra i linguaggi, l’attenzione al dispiegarsi delle culture e dei saperi, delle credenze e delle opere, delle tradizioni nelle loro differenze, stanno nei programmi di Diaforà con un’attenzione speciale al tema dell’arte, riguardata fuori da valenze estetiche e indagata piuttosto in quanto soglia antropologica decisiva e fondamento di ogni umana sapienza ed esperienza comunitaria.

Diaforà è uno spazio aperto alle arti, in particolare a quelle dinamiche, tra le quali spicca il teatro come occasione decisiva di sperimentazioni aperte al futuro a partire dalla sua originaria funzione, il rapporto ancestrale che lega la comunità umana alla rappresentazione e al rito, quel fenomeno delle origini donde sono emerse le parole e con esse l’umano.

L’interesse al gesto teatrale ha portato Diaforà all’incontro con l’Odin Teatret raccogliendo volentieri, grazie al sostegno della coop. soc. La Fenice onlus, la proposta di svolgere in Lombardia, ad Albino, la nuova sessione dell’ISTA-International School of Theatre Anthropology, la quindicesima dopo undici anni dall’ultima edizione.

 

ISTA 2016

Tema della sessione 2016 è: “Il saper fare dell’attore: sentieri personali, tecniche e visioni”. Maestri di diverse tradizioni di teatro e danza, in collaborazione con Eugenio Barba, introdurranno i partecipanti al livello pre-espressivo dei loro stili, ovvero al livello della presenza scenica. I principi tecnici che governano l’arte di un attore/danzatore non si presentano mai allo stato puro, ma compaiono sempre sotto le vesti di uno stile. Quando le vesti appartengono a stili e tradizioni che ci sono estranei, questi principi elementari rischiano di restarci nascosti per l’estraneità delle forme che li contengono. Quando le vesti ci sono familiari è questa stessa familiarità ad affievolire la nostra attenzione. I primi giorni di apprendistato dei danzatori e degli attori sono decisivi. È su questa soglia che si incontrano i principi elementari della presenza scenica.

Nella XV sessione dell’ISTA i maestri di teatro e danza ripercorreranno i primi passi del loro apprendistato. Nel corso della giornata esemplificheranno, con lavoro pratico e dimostrazioni, come hanno imparato e personalizzato la loro tecnica specifica. I partecipanti avranno l’opportunità di vivere l’esperienza del “primo giorno” diventando consapevoli dei principi che animano il saper fare fisico e mentale di un attore/ danzatore.

La partecipazione è riservata a 50 studenti, tra registi, studiosi di teatro e antropologi provenienti da differenti parti del mondo.

A complemento dell’ISTA sono proposti spettacoli aperti al pubblico, tra cui: “La Vita Cronica” ultima produzione dell’Odin Teatret, Danimarca (8-9-10-15 aprile ore 21.00, 16 aprile ore 17.00 Auditorium Comunale “Benvenuto e Mario Cuminetti”, Albino); “YASHIMA. La vittoria della vita” con Keiin Yoshimura e So Sugimura, Giappone (11 aprile ore 21.00, 16 aprile ore 15.00 Chiesa San Bartolomeo, Albino); “Mahajan Pad. Il canto dell’Assolutocon Parvathy Baul, India (12-16 aprile ore 21.00 Chiesa San Bartolomeo, Albino).

L’ISTA entrerà anche in relazione con quattro differenti istituzioni scolastiche di Bergamo e provincia mettendo in scena tre repliche dedicate esclusivamente agli studenti nei giorni 7, 13 e 14 aprile 2016 alle ore 15.15.

 

INFORMAZIONI ISTA:

PERIODO: 7-17 aprile 2016, Convento della Ripa, Albino (Bergamo), Italia.
ISCRIZIONE: fino al 30 novembre 2015.

INFORMAZIONI GENERALI SUL PROGETTO

Associazione Diaforà www.diafora.info

APPROFONDIMENTO

ODIN TEATRET – NORDISK TEATERLABORATORIUM

Fondato ad Oslo, in Norvegia nel 1964, l’Odin Teatretsi è trasferito a Holstebro, in Danimarca, nel 1966, diventando Nordisk Teaterlaboratorium. Oggi i suoi 25 membri provengono da più di dieci paesi e quattro continenti.

Le attività del Laboratorio comprendono: spettacoli presentati nella propria sede ed in tournée; “baratti” con diversi ambienti a Holstebro ed altrove; organizzazione di incontri di gruppi di teatro; ospitalità verso compagnie e gruppi teatrali; corsi in Danimarca e all’estero; l’annuale Odin Week Festival; pubblicazione di riviste e libri; produzione di film e video didattici; ricerca nel campo dell’Antropologia Teatrale durante le sessioni dell’ISTA, International School of Theatre Anthropology; l’Università del Teatro Eurasiano; produzione di spettacoli con l’ensemble multiculturale Theatrum Mundi; collaborazione con il CTLS, Centre for Theatre Laboratory Studies dell’Università di Aarhus con la quale organizza l’annuale Midsummer Dream School; Festuge (Settimana di Festa) di Holstebro; il festival triennale Transit dedicato alle donne nel teatro; OTA, gli archivi viventi della memoria dell’Odin Teatret; WIN, tirocinio per navigatori interculturali; artisti in residenza; spettacoli per bambini, mostre, concerti, tavole rotonde, iniziative culturali e progetti speciali per la comunità di Holstebro e dell’area circostante.

I 51 anni dell’Odin Teatret come laboratorio hanno favorito la crescita di un ambiente professionale e di studi, caratterizzato da attività interdisciplinari e collaborazioni internazionali. Un campo di ricerca è l’ISTA – International School of Theatre Anthropology – che fin dal 1979 è divenuto un villaggio teatrale in cui attori e danzatori di culture differenti incontrano studiosi per indagare, confrontare i fondamenti tecnici della loro presenza scenica. Un altro campo d’azione è costituito dall’ensemble del Theatrum Mundi che, fin dal 1981, ha presentato spettacoli con un nucleo permanente di artisti di tradizioni e stili diversi.

L’Odin Teatret ha creato 76 spettacoli rappresentati in 64 paesi in vari contesti sociali. Nel corso di queste esperienze, si è sviluppata una specifica cultura dell’Odin, basata sulla diversità e sulla pratica del “baratto”. Gli attori dell’Odin si presentano con il loro lavoro artistico alla comunità che li ospita e, in cambio, questa risponde con canti, musiche e danze appartenenti alla propria tradizione. Il baratto è uno scambio di manifestazioni culturali e offre non solo una comprensione delle forme espressive dell’altro ma mette anche in moto un’interazione sociale che sfida pregiudizi, difficoltà linguistiche e divergenze di pensiero, giudizio e comportamento.

Associazione DIAFORA’

L’Associazione Diaforà ha sede ad Albino (Bergamo), nell’antico Convento della Ripa, e da alcuni anni lavora per lo studio e la ricerca sulla differenza. In un mondo in continua, rapida e profonda trasformazione diventa urgente investire nella cultura a fronte della generale confusione che si vive, schiacciati da una crisi che è di idee ancor prima che economica, di valori più che di capitali e che distoglie lo sguardo dal futuro riducendo nel contempo il passato alla sua nostalgia. La domanda sulla “differenza” intende ripensare la nostra tradizione attraversata da tante vicende storiche, accompagnate a loro volta da innumerevoli figure di umanità, e rimettere in discussione il nostro sapere con le sue separazioni disciplinari e, in generale, la struttura esclusivamente specialistica dell’attuale enciclopedia dei saperi.

La scelta di aver “casa” in un convento quattrocentesco dismesso e dimenticato è il segno non equivoco dei programmi di Diaforà: non tanto la volontà di “restaurare” un pezzo di storia quanto piuttosto rimettere al centro quella storia, ripristinarla nella sua antica funzione, facendo ritornare quello spazio vitale che un’intera comunità ha frequentato per secoli e per la quale il Convento è stato allora un buon punto di riferimento: una sosta accogliente per il riposo dei viandanti, uno spazio di misericordia dello spirito, un luogo della produzione collettiva, un mondo di prospettive educative. E’ un’intera economia che per secoli si è raccolta intorno al convento e oggi occorre far ripartire quella stessa vitalità, quel sistema di scambi e di relazioni capaci un tempo di coinvolgere l’intero territorio. Un passo indietro nella storia per poterne fare due in avanti così da riprendere energie e coraggio per nuove imprese, nuovi dialoghi, nuove intese.

Nel convento l’associazione ha avviato il progetto Diaforà, un Centro di studio, di ricerca e di formazione sulla differenza seguendo l’indicazione che il prof. Carlo Sini aveva suggerito già nel 2009 perché si dedicasse tempo e lavoro per comprendere che cosa vuol dire, oggi, quella ‘differenza’ che è la natura dell’uomo, il suo continuo differire, il suo differenziarsi come cifra costitutiva di ciò che è l’umano.

Nel corso di questi anni Diaforà ha promosso attività di ricerca e di formazione, organizzato conferenze, convegni, seminari, laboratori, mostre aprendo il territorio all’ascolto e al confronto con filosofi, scienziati, psicoanalisti, pedagogisti e antropologi. Ospitando nel Convento della Ripa artisti e musicisti, ha riaperto questo luogo del passato, di cui sta curando il restauro, come spazio ancor oggi capace di accogliere e custodire il gesto dell’arte, riconoscendo un ruolo privilegiato al teatro per la sua vocazione di ‘scrittura di mondo’ aperto alla molteplicità dei linguaggi.

 

TTB TEATRO TASCABILE DI BERGAMO – ACCADEMIA DELLE FORME SCENICHE

ll TTB Teatro tascabile di Bergamo – Accademia delle Forme Sceniche soc. coop. sociale è stato fondato nel 1973 da Renzo Vescovi sulla via aperta dal Teatr-Laboratorium di Jerzy Grotowski e dall’Odin Teatret di Eugenio Barba. Ha la sua sede a Bergamo Alta, nell’ex monastero del Carmine, dove svolge la sua attività di teatro-laboratorio sviluppando la ricerca intorno al teatro in spazi aperti, al teatro-danza orientale, alla pedagogia ed alla drammaturgia dell’attore. In oltre 40 anni di attività ha realizzato o prodotto 115 spettacoli presentati in Italia e in 39 Paesi esteri, oltre a tenere conferenze, laboratori e spettacoli-dimostrazione sulle tecniche praticate dal gruppo. Ha inoltre organizzato più di 70 eventi in Italia e all’estero (Manifestazioni, Festival, Rassegne, Eventi speciali, Attività pedagogiche).

Caratteristica del Teatro tascabile di Bergamo è quella di essere un “teatro di gruppo”. Lo contraddistingue un lavoro che si svolge su un piano di interazione complessiva dei suoi membri, secondo il costume delle botteghe d`arte rinascimentali: non una “compagnia” ma un gruppo di persone unite da un costante lavoro quotidiano, relativo non solo alla preparazione di uno spettacolo, ma anche a tutto ciò che allo spettacolo sta intorno, realizzando specifici ed autonomi processi creativi non immediatamente “produttivi”, ma tali da determinare anche una parallela e continua elaborazione culturale.

I nomi Teatro tascabile di Bergamo – Accademia delle Forme Sceniche rispecchiano i due volti del TTB: da una parte gli spettacoli, tanto all’aperto che al chiuso, e dall’altra la pedagogia e ricerca sull’arte dell’attore e sulle sue molte tecniche. Il TTB è un teatro internazionale radicato nel suo territorio di riferimento dove organizza Manifestazioni, Festival, Rassegne, Progetti per il teatro giovane, una scuola di teatro ed iniziative di Cultura del teatro e di pedagogia.

 

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L’arte dell’attore da Oriente a Occidente

IL TEATRO DELL’ALBERO
presenta

L’arte dell’attore
da Oriente a Occidente
condotto da Rosalba Genovese e Maria Rita Simone

23 e 24 gennaio 2016

Teatro dell’Albero, via Falloppio, n. 8 Milano

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Il Teatro dell’Albero dal 1994 si occupa dell’approfondimento delle discipline teatrali orientali (in particolare teatro danza sacro indiano: Kathakali e Orissi) e occidentali. L’interesse principale della compagnia è quello di sviluppare l’arte dell’attore fra oriente e occidente attraverso proposte pedagogiche e artistiche legate alla transculturalità e allo studio del comportamento scenico nelle varie culture teatrali. Il confronto e la conoscenza dell’altro è occasione di arricchimento, è scoperta di differenze e di origini comuni. L’attore deve continuamente dare nutrimento al proprio lavoro prendendosi cura del proprio strumento ovvero del proprio corpo e della propria voce. Il seminario “L’arte dell’attore da Oriente a Occidente” intende offrire ai partecipanti: attori, cantanti e danzatori, alcuni strumenti utili allo sviluppo del proprio lavoro artistico partendo dai principi basilari della plastica, della scomposizione e della dissociazione, trovando dei parallelismi con l’Orissi, esempio di teatro danza sacro indiano. Accanto alla parte pratica verrà sviluppata una breve sessione teorica attraverso la visione di video relativi all’arte dell’attore in Italia dall’immediato secondo dopoguerra e ulteriori esempi di teatro danza orientali. È possibile stabilire una connessione tra le discipline orientali codificate e l’arte dell’attore occidentale apparentemente priva di regole? Come costruire un training per l’attore occidentale, ma anche per danzatori e cantanti che svolgono le loro performance alla presenza di spettatori?

Quando: 23 e 24 gennaio 2016
Orario: 23 gennaio dalle 10:30 alle 16:30 (con breve pausa pranzo) e il 24 gennaio dalle 14:00 alle 20:00. Totale 12 ore di lavoro
Dove: Teatro dell’Albero, via Falloppio, n. 8 Milano
Costo: 120,00 euro

Per informazioni e iscrizioni: 339 7104051
info.tealbero@libero.it

Sito web: www.tealbero.it

 

 

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KODO: Mystery a Milano

KODŌ
il battito del cuore
i tamburi giapponesi dell’isola di Sado in
ONE EARTH TOUR 2016: MYSTERY
Milano, Teatro dell’Arte dal 5 al 7 febbraio 2016
venerdì ore 20.30, sabato ore 19.30, domenica ore 16.00

hekireki02_print-®Takashi Okamoto

 

Dopo il tutto esaurito del 2014, i Kodō tornano al Teatro dell’Arte per tre concerti, unica tappa italiana del tour europeo One Earth Tour 2016: Mystery. I percussionisti giapponesi più noti al pubblico italiano e internazionale si esibiscono in una performance che, oltre alla perfezione nell’esecuzione musicale, regala agli spettatori una componente teatrale sempre più raffinata. Risultato raggiunto grazie all’apporto del direttore artistico Bandō Tamasaburō, star del teatro kabuki, dichiarato “Tesoro Vivente in Giappone”, che in passato ha collaborato tra gli altri con Yo-Yo Ma e con il coreografo Maurice Béjart. Ecco che, in occasione del 35esimo anno di attività, con Mystery i Kodō realizzano uno spettacolo dalla forte componente visiva, che prevede un utilizzo della luce più complesso e articolato.

Veri e propri ambasciatori culturali del Giappone, dal loro primo tour mondiale con un’esibizione a Berlino nel 1981 che è rimasta storica, i Kodō si contraddistinguono per la capacità unica di restare fedeli alla millenaria tradizione del taiko, il tamburo giapponese, pur continuando ad aprirsi a nuovi orizzonti per dare nuova vita a questa forma d’arte. In giapponese la parola Kodō ha due significati: il primo è “battito del cuore”, la sorgente primordiale di ogni ritmo; il suono del grande taiko si dice somigli al battito del cuore della madre così come può essere percepito dal bambino quando ancora si trova nel grembo materno. Il secondo significato è “bambino del tamburo” e allude alla volontà dei Kodō di suonare in maniera semplice, con l’animo puro come quello di un bambino. I Kodō in questi trentacinque anni hanno portato il suono potente e rasserenante del taiko in 46 nazioni in tutto il mondo con un messaggio di unità tra i popoli. Noti a livello globale per l’intreccio unico tra il rigoroso stile di vita, il virtuosismo musicale e la capacità di ravvivare la tradizione, in questo tour l’ensemble tocca, oltre all’Italia, anche Belgio, Olanda, Germania, Francia, Inghilterra, Svizzera e Austria. Alla vibrante energia delle percussioni questi straordinari interpreti uniscono l’eleganza dei suoni e dei movimenti in una performance che è semplicemente indescrivibile a parole, e indimenticabile come può testimoniare chiunque vi abbia assistito in passato. Assistere alle performance del gruppo è una festa dei sensi che nessuna registrazione audio o video è in grado di ripetere e prova ancora una volta l’emozione unica che lo spettacolo dal vivo e la grande musica sono in grado di regalare al pubblico.

Teatro dell’Arte
viale Alemagna, 6 – 20121 Milano
tram 1, 19, 27 – autobus 57, 61, 94
M 1 e 2 Cadorna
Triennale BikeMi 33
la sede è accessibile alle persone con disabilità

Biglietti platea e balconata 40 / 35 euro + prev.
galleria 35 / 30 euro + prev.

NOTA: per i nostri soci biglietti scontati: si applica la convenzione AsiaTeatro.

Biglietteria Teatro dell’Arte
tel. 02 72434258
biglietteria@crtmilano.it
orari di apertura: dal martedì alla domenica 10.30 > 19.30

biglietti on line www.midaticket.it
con l’opzione print-at-home si ha diritto a presentarsi
in teatro all’orario d’inizio dello spettacolo

info www.crtmilano.it
www.triennale.org
facebook.com/CRTMilano
twitter.com/CRT_milano

miyake01_print-®Takashi Okamoto

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