Nō in Vaticano e al Teatro Olimpico di Vicenza

Il programma del ciclo “Conversazioni” curato per il Teatro Olimpico di Vicenza da Franco Laera con Adriana Vianello e Virginia Forlani si apre quest’anno con uno spettacolo dei maestri Kazufusa Hōshō e  Tatsunori Kongō che si esibiranno in esclusiva europea all’Olimpico di Vicenza il 21 giugno prima di recarsi a Roma per due recite nella Città del Vaticano il 23 e 24 giugno.

Mercoledì 21 Giugno 2017, ore 20:30 – Teatro Olimpico, Vicenza

OKINA | HAGOROMO

Anteprima di Conversazioni 2017
Esclusiva europea per il Teatro Olimpico di Vicenza e la Città del Vaticano in occasione del 75° Anniversario dei rapporti diplomatici Vaticano-Giappone

con
Kazufusa Hōshō
Tatsunori Kongō
Sengorō Shigeyama


Okina (Scuola Hōshō)
Okina (Shite / attore principale) Kazufusa Hōshō
Senzai Sotarō Waku
Sanba-sō Sengorō Shigeyama
Portatore di maschere Tatsuya Iguchi
Koken Hiromi Shimada

Hagoromo (Scuola Kongō)
Dea (Shite / attore principale) Tatsunori Kongō
Pescatore Hakuryo (Waki / comprimario) Hiroshi Obinata

nōkan / flauto Ryuichi Onodera 
ōtsuzumi / grande tamburo a clessidra Mitsuo Yasufuku
kotsuzumi / piccolo tamburo a clessidra Atsushi Ueda, Yoshiaki Iitomi, Kazuto Shimizu
taiko / tamburo Akira Sawada
canto / kōken Takashi Takeda, Manjiro Tatsumi, Satoshi Nozuki, Kentaro Ogura, Takayuki Kanamori, Takashi Kawase, Kazuma Tatsumi, Kenrō Kanai, Tatsushige Udaka (Scuola Kongō) 

direttore di scena Nobuharu Sawai, direttore d’allestimento Kenichi Nomura, coordinamento per il tour mihoproject co.,ltd.

In collaborazione con Associazione Hōshō
Con il patrocinio di Agency for Cultural Affairs Government of Japan, THE TOKYO CLUB

 


Programma

OKINA
Anche se talvolta è considerato genericamente tale, Okina non è, in realtà, uno spettacolo di Teatro Noh, ma appartiene ad una categoria a sé stante e non ha una trama vera e propria. Si tratta, piuttosto di una rappresentazione rituale in cui gli attori interpretano delle figure divine, che danzano per la pace, la prosperità e la salvezza sulla terra. Il rituale Okina inizia ancor prima dell’entrata in scena. L’interprete di Okina deve purificarsi per un certo tempo prima di dare inizio alla rappresentazione, preparando il suo corpo e la sua mente. Talvolta, il giorno della rappresentazione uno shimenawa (una corda sacra di paglia di riso) è collocata sopra il palcoscenico per purificare il luogo. L’altare viene collocato nel kagami-no-ma (“sala dello specchio” o antisala). Tra le offerte che vengono presentate ci sono il men-bako (il baule delle maschere) che contiene le maschere usate per la rappresentazione e il sake che viene offerto all’altare ed usato per il rituale. Diversamente dagli altri spettacoli, Okina ha l’atmosfera del tutto particolare di un rito sacro: una volta iniziata la rappresentazione il pubblico non può più entrare o uscire dalla sala e diviene testimone di una cerimonia sacra che lo introduce in una atmosfera mistica e sacrale.

HAGOROMO

La versione più antica della leggenda risale all’VIII secolo. Il dramma Noh, tuttavia, mette assieme due diverse leggende, la prima riguarda le origini della danza Suruga, mentre la seconda racconta la discesa di un angelo sulla spiaggia di Udo. Una storia simile si ritrova anche nella raccolta Sou-shen chi pubblicata nel 1400, in cui è citato un poema di Nōin risalente all’XI secolo. L’autore del dramma Noh Hagoromo è comunque sconosciuto e viene nominato per la prima volta nel 1524, il che fa ritenere che sia stato scritto in un periodo largamente successivo a quello di Zeami (1363 circa – 1443 circa), ritenuto il codificatore del teatro Noh. La trama racconta di un pescatore che, una notte, ritrova appeso ad un ramo il magico mantello di piume di una tennin, uno spirito danzante. La tennin lo vede e rivuole il suo mantello, senza il quale non può risalire al cielo. Il pescatore dopo una discussione, accetta di restituirglielo, a patto che lei danzi per lui. Lei accetta, mentre il coro spiega che la danza simboleggia il quotidiano mutare della luna. Alla fine della sua danza, la tennin scompare, come una montagna lentamente nascosta dalla nebbia.


Kazufusa Hōshō è il ventesimo Sōke, ovvero il legittimo e unico erede della scuola Hōsho, che tramanda la tradizione dal XV secolo. Nato nel 1986, studia sotto la guida del padre Fusateru e del nonno Fusao Hōshō. Debutta nel 1991 interpretando il ruolo di bambino in Seioubo. Nel 1995 si esibisce come protagonista in Iwafune. Da allora ha interpretato opere come Sagi, Shakkyō, Dōjōji, Okina, Midare, Takasago, Hagoromo, Natorino, Roujo, Dai. Nel 2008, dopo la laurea presso l’Università Statale delle Arti di Tokyo, assume il titolo di capofamiglia. Attualmente è il direttore esecutivo dell’Associazione Hōshō, il regista e supervisore dell’Associazione Teatro Noh “Wa no Kai”. Ha partecipato a Milano Expo 2015 e, l’anno seguente, in occasione dei 150 anni dei rapporti di amicizia e commercio tra Italia e Giappone, ha presentato alla Triennale Japan Orfeo.

Tatsunori Kongo, nato nel 1988 a Kyoto, è il primo figlio del Hisanori Kongoh, il ventiseiesimo Sōke della scuola Kongoh. Studia sotto la guida del padre Hisanori e del nonno Kongoh Iwao II. Debutta all’età di 5 anni nel spettacolo di Shojo e interpreta il suo primo ruolo di shite a 10 anni nello spettacolo Iwafune. Da allora ha interpretato opere come Sumiyoshimoude, Shakkyō, Sagi, Okina, Midare, Dōjōji, Mochiduki, in tourneé in numerosi paesi, tra cui Spagna, Portogallo e Russia. Laureato in Lettere alla Doshisha University, insegna alla Kyoto City University of Arts, Research Center for Japanese Traditional Music. È il direttore esecutivo dell’Associazione Kongoh Nogakudou.

Sengorō Shigeyama è nato nel 1972. Primo figlio di Sensaku Shigeyama V. Ha debuttato a 4 anni come “shite” in Iroha. Ha poi interpretato ruoli in Sanbasō, Tsurigitsune, Hanako, Tanuki-no Hardutsumi. Ha prodotto in passato diversi spettacoli di giovani attori Noh, ed è attivamente impegnato nella diffusione non solo del Noh, ma anche del “kyogen”, altra forma del teatro tradizionale giapponese, paragonabile alla commedia di costume. Continua a sostenere e produrre progetti con giovani artisti, anche in collaborazione con il fratello, Shigeru Shigeyama. Collabora inoltre con il “rakugo” (narratore) Yonekichi Katsura per il progetto “Waraenaikai”, con lo scopo di intercettare e raggiungere un nuovo tipo di pubblico. Nel 2016 ha assunto il suo nome d’arte, Sengorō Shigeyama XIV.

 


Biglietti

Intero: 24,00 euro
Over 65: 18,00 euro
Under 30: 15,50 euro

I biglietti sono disponibili:
• alla biglietteria del Teatro Comunale (a luglio, nei giorni e orari di apertura della campagna abbonamenti)
• al botteghino del Teatro Olimpico (fino al 17.06, dal martedì alla domenica, dalle 11 alle 13.15 e dalle 14 alle 16.45, e le sere di spettacolo)
• on-line sul sito http://www.tcvi.it
• nelle filiali della Banca Popolare di Vicenza

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La Tigre e il Giappone

Nell’ambito della manifestazione “La Tigre e il Giappone” e in occasione dell’esposizione di alcune maschere di teatro Nō e Kyōgen della collezione Renzo Freschi, AsiaTeatro presenta una conferenza di introduzione al Nō tenuta da Carmen Covito il 5 maggio alle ore 20.
A seguire, alle ore 21 ci sarà una rappresentazione dello spettacolo di Stefano Bernini “Lo scambio dei ventagli” ispirato al Nō moderno di Mishima Yukio “Hanjo”.

Il festival, organizzato dall’associazione La Taiga e la rivista La Tigre di Carta, è dedicato a vari aspetti della cultura giapponese e si svolgerà per tutto il mese di maggio, dal 3 al 30 maggio.
Vi segnaliamo tra gli altri alcuni appuntamenti da non perdere:
il laboratorio di shodo e performance calligrafica del maestro Bruno Riva (6 maggio); le conferenze di Andrea Pancini sul Matsuri (21 maggio) e di Rossella Marangoni sulla simbologia del fiore di ciliegio (27 maggio); e tutta la rassegna cinematografica!

Gli eventi si svolgono presso il teatro e circolo culturale Corte dei Miracoli in via Mortara 4 a Milano. Ingresso libero con tessera associativa.
www.latigredicarta.it

 

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Rakugo a Roma

PAROLE IN SCENA
Quattro appuntamenti con le arti declamatorie giapponesi all’Istituto Giapponese di Cultura in Roma.

Dopo il kōdan a fine 2016 e il rōkyoku il 2 marzo 2017, è la volta del rakugo (21 e 23 marzo). In collaborazione con “Sapienza” Università di Roma.

RAKUGO
Battute e ventaglio con San’yūtei Ryūraku declamazione in italiano

San'yūtei Ryūraku

San’yūtei Ryūraku

Martedì 21 marzo
ore 10.00
ISO Istituto Italiano di Studi Orientali,
“Sapienza” Circonv.ne Tiburtina, 4

Giovedì 23 marzo
ore 18.30
Istituto Giapponese di Cultura
Via A. Gramsci, 74

INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI, SENZA BISOGNO DI PRENOTAZIONE

 

Il Giappone ride: storytelling comico, seduti su un cuscino quadrato, servendosi di un fazzoletto e di un ventaglio. E di una immensa vis comica. Il rakugo è servito, in italiano.

Il RAKUGO è il più amato e seguito genere declamatorio, tuttora molto popolare tra giovani e meno giovani. Forte di un repertorio consolidato in secoli di spettacolo, la sua qualità principale è la vena umoristca che caratterizza le storie narrate, i cui personaggi prendono vita grazie alla poliedricità della voce del narratore. Aiutato soltanto da un ventaglio e da un fazzoletto, il maestro declamatore dipana il suo racconto fino alla battuta finale, che con un arguto gioco di parole scatena l’ilarità del pubblico.

SAN’YŪTEI RYŪRAKU Laureato in legge presso l’Università Chūō, si è avvicinato al mondo del rakugo e negli anni Ottanta ha svolto il suo apprendistato sotto la guida del famoso San’yūtei Enraku V. Nel 1992 ha raggiunto il grado di shin’uchi, il livello più alto per un maestro di declamazione, e si è esibito in importanti teatri e in televisione.
Dal 2008 ha iniziato a portare i suoi spettacoli all’estero senza ausilio di traduzione né di sovratitoli, proponendo invece le declamazioni direttamente nella lingua locale. Ogni anno si esibisce in paesi europei e, oltre al giapponese, è ormai in grado di esibirsi in sette lingue: inglese, italiano, francese, spagnolo, portoghese, tedesco e cinese. Al momento i suoi spettacoli all’estero ammontano a centocinquanta, proposti in quarantacinque città di nove paesi diversi.

Introduce Stefano Romagnoli (ISO)

 

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A Bologna le scene del butoh

Le scene del butoh: corpi, memorie, archivi

Incontro con il maestro Yoshito Ohno
Intervengono:
Giovanni Azzaroni, Eugenia Casini Ropa, Febo Del Zozzo, Samantha Marenzi
Coordinano:
Matteo Casari, Elena Cervellati

Dipartimento delle Arti – Salone Marescotti
Università di Bologna
giovedì 9 marzo 2017, ore 17-19

Il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna, dal 2002 sede italiana dell’Archivio Kazuo Ohno, sviluppa e approfondisce il fertile e pluriennale contatto con la novecentesca tradizione della danza butoh giapponese grazie alla preziosa presenza di Yoshito Ohno. Il maestro sarà al centro di un incontro durante il quale parlerà del proprio lavoro e dell’eredità di cui è portatore, incorporata grazie alle esperienze artistiche vissute a fianco di Tatsumi Hijikata alla fine degli anni Cinquanta e al padre, Kazuo Ohno, nel corso di una vita.
Parteciperanno all’incontro con Yoshito Ohno, coordinato da Matteo Casari ed Elena Cervellati, il regista Febo Del Zozzo e gli studiosi Giovanni Azzaroni, Eugenia Casini Ropa e Samantha Marenzi.
L’incontro sarà inoltre l’occasione per una breve presentazione del volume di Kazuo e Yoshito Ohno, Nutrimento dell’anima. La danza butō. Aforismi e insegnamenti dei Maestri (a cura di Eugenia Casini Ropa ed Elena Cervellati, traduzione di Satoko Ishida e Sayaka Yokota, revisione di Federica Gesù, Macerata, Ephemeria Editrice, 2015), alla presenza dell’editore, Antonello Andreani.

Conferenza promossa dall’Archivio Kazuo Ohno – Dipartimento delle Arti nell’ambito di Contesto, rassegna a cura di Laminarie.

http://www.dar.unibo.it/it/ricerca/iniziative/2017/le-scene-del-butoh-corpi-memorie-archivi/

Nell’ambito della collaborazione tra Laminarie e l’Archivio Kazuo Ohno – Dipartimento delle Arti si segnalano due appuntamenti presso DOM la cupola del Pilastro (via Panzini 1 – Bologna):

7 marzo, ore 19
Dialogo sulla residenza di Yoshito Ohno
Incontro con Giovanni Peternolli (presidente Centro Studi d’Arte Orientale di Bologna), Febo Del Zozzo (Laminarie), Sara Fulco (curatrice report residenze artistiche)

10 marzo, ore 21
Jokyo
spettacolo site-specific di Yoshito Ohno e Febo Del Zozzo
http://combinazioni.net/index.php/item/jokyo
 Yoshito Ohno e Febo Del Zozzo, direttore artistico di Laminarie, svilupperanno un lavoro che interseca le arti dei due artisti e la loro personale percezione di “contesto”.  Assieme a loro partecipano un gruppo di giovani, che durante i giorni di residenza artistica di Yoshito Ohno hanno preso parte al laboratorio volto alla creazione di Jokyo. Il titolo della performance in giapponese significa letteralmente “situazione esistente”.

Un progetto di Laminarie in collaborazione con il Dipartimento delle Arti – Archivio Kazuo Ohno.

INFO
Ingresso agli spettacoli: 7 euro
Si consiglia la prenotazione.
Per info: info@laminarie.it – T 051. 6242160
www.domlacupoladelpilastro.it
combinazioni.net

 

 

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Gagaku e Budō a Roma

L’Istituto Giapponese di Cultura in Roma segnala una serie di appuntamenti volti ad approfondire la comprensione della musica gagaku e delle arti marziali.

Tutti gli eventi sono a ingresso libero e gratuito, senza necessità di prenotazione.

POP GAGAKU
Il successo discreto della musica di corte giapponese
conferenza a cura di ANDREA GIOLAI
martedì 31 gennaio 2017 ore 18.30
Istituto Giapponese di Cultura
Roma, via A. Gramsci, 74
ingresso libero fino a esaurimento posti

In questo incontro, frutto di una ricerca dottorale appena conclusasi, si cercherà di rendere conto dell’attuale “boom silenzioso” del gagaku, presentandone le principali caratteristiche musicali e soffermandosi soprattutto su casi lontani dal palazzo imperiale di Tokyo e dunque per lo più inesplorati. Facendo ampio uso di esempi musicali, saranno forniti alcuni strumenti per comprendere un repertorio raffinato e per certi versi difficile, che tuttavia ha saputo rinnovarsi per oltre un millennio, dimostrando come e quanto il passato può continuare a trasformarsi e, cambiando, a emozionare.

Andrea Giolai è dottorando in Lingue e Civiltà dell’Asia e dell’Africa Mediterranea presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e in Area Studies presso l’Università di Leiden nei Paesi Bassi.

GAGAKU & BUDŌ
Musica di Corte Giapponese e Arti Marziali
Tour Europeo 2017
organizzato da Santuario shintoista Meiji Jingu di Tokyo
in collaborazione con Istituto Giapponese di Cultura e Ambasciata del Giappone in Italia
introduzione a cura della prof.ssa Matilde Mastrangelo
(Dipartimento ISO “Sapienza” Univ. di Roma)

giovedì 2 febbraio 2017 ore 20.00
Istituto Giapponese di Cultura
Roma, via A. Gramsci, 74
ingresso libero fino a esaurimento posti

venerdì 3 febbraio ore 10.30 (versione ridotta)
“Sapienza” Università di Roma
Dipartimento Istituto Italiano di Studi Orientali – ISO – aula 107
Roma, Circonvallazione Tiburtina 4
ingresso libero fino a esaurimento posti

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