YAMAMURA MAI e JIUTA

YAMAMURA MAI E JIUTA Danze musiche e canti di Ōsaka secondo la tradizione della scuola Yamamura

Bologna-Roma-Venezia
22, 24, 26-27, 30 ottobre 2017

Maestri danza: YAMAMURA Wakahayaki
canto e musica: KIKUŌ Yūji

Domenica 22 ottobre 2017 ore 18
Spettacolo-dimostrazione
Teatro La Soffitta Dip. Arti visive・performative・mediali Laboratori delle Arti, Piazzetta P. P. Pasolini 5/b, Bologna
Ingresso libero sino a esaurimento dei posti
in collaborazione con Università di Bologna e Nipponica

Martedì 24 ottobre 2017 ore 19
Spettacolo-dimostrazione
Istituto Giapponese di Cultura, Via Antonio Gramsci 74, Roma
Ingresso libero sino a esaurimento dei posti

Giovedì 26 ottobre ore 16
Conferenza e dimostrazione
Palazzo Grimani, Ramo Grimani, Castello 4858, Venezia
Ingresso gratuito su invito

Venerdì 27 ottobre ore 11 e ore 14,30
Workshop di danza
Ca’ Foscari ZATTERE- Cultural Flow Zone, Dorsoduro 1392, Fondamenta Zattere, Venezia
Per iscrizione e informazioni rivolgersi a: ruperti@unive.it
in collaborazione con l’Associazione GESSHIN

Lunedì 30 ottobre ore 20
Spettacolo
Teatro Goldoni S. Marco, 4650/ B – Venezia

Una serata con le danze di YAMAMURA Wakahayaki, proveniente dall’ultracentenaria omonima scuola di una delle correnti più antiche della danza giapponese “Kamigata mai”, e del maestro di canto jiuta KIKUO Yuji. “Kamigata mai” sono danze nate nella zona occidentale del Giappone, e nel caso della scuola Yamamura in particolare nella città di Osaka. Sono danze di intrattenimento che si distinguono per la sensibilità nel rappresentare il volgere delle stagioni, le emozioni e i sentimenti celati in una storia, attraverso eleganti movenze e un uso raffinatissimo del ventaglio.

Per l’acquisto dei biglietti:

http://www.teatrostabileveneto.it/events/event/danze-tradizionali-della-scuola-yamamura-canti-jiuta-osaka/

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Vatican Kanjin Nō

Vaticano-Giappone 75.mo Anniversario dei rapporti diplomatici

23 giugno / 24 giugno

Palazzo della Cancelleria
Piazza della Cancelleria, Vaticano, Roma

Due scuole storiche del teatro Nō, Hosho e Kongo,  interpretano piéce emblematiche per la loro interculturalità: Resurrezione di Cristo, unica performance Nō sul Cristianesimo e Okina, sul tema della maschera, cara al teatro d’Oriente quanto a quello d’Occidente. Convivenza, dialogo interreligioso e rispetto per l’altro sono temi trasversali che rigettano pastoie e confini artificiali. Per il 75.mo anniversario delle relazioni tra Giappone e Vaticano, per la comprensione reciproca tra i popoli.

Vatican Kanjin
A cura di: Associazione Hosho
Co-organizzazione: Ambasciata del Giappone presso la Santa Sede
 
Info/prenotazioni
Fattore K. 06.45509104; 375.5000820
Lun/Ven: 10.00-18.00
ticket.fattorek@gmail.com

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Nō in Vaticano e al Teatro Olimpico di Vicenza

Il programma del ciclo “Conversazioni” curato per il Teatro Olimpico di Vicenza da Franco Laera con Adriana Vianello e Virginia Forlani si apre quest’anno con uno spettacolo dei maestri Kazufusa Hōshō e  Tatsunori Kongō che si esibiranno in esclusiva europea all’Olimpico di Vicenza il 21 giugno prima di recarsi a Roma per due recite nella Città del Vaticano il 23 e 24 giugno.

Mercoledì 21 Giugno 2017, ore 20:30 – Teatro Olimpico, Vicenza

OKINA | HAGOROMO

Anteprima di Conversazioni 2017
Esclusiva europea per il Teatro Olimpico di Vicenza e la Città del Vaticano in occasione del 75° Anniversario dei rapporti diplomatici Vaticano-Giappone

con
Kazufusa Hōshō
Tatsunori Kongō
Sengorō Shigeyama


Okina (Scuola Hōshō)
Okina (Shite / attore principale) Kazufusa Hōshō
Senzai Sotarō Waku
Sanba-sō Sengorō Shigeyama
Portatore di maschere Tatsuya Iguchi
Koken Hiromi Shimada

Hagoromo (Scuola Kongō)
Dea (Shite / attore principale) Tatsunori Kongō
Pescatore Hakuryo (Waki / comprimario) Hiroshi Obinata

nōkan / flauto Ryuichi Onodera 
ōtsuzumi / grande tamburo a clessidra Mitsuo Yasufuku
kotsuzumi / piccolo tamburo a clessidra Atsushi Ueda, Yoshiaki Iitomi, Kazuto Shimizu
taiko / tamburo Akira Sawada
canto / kōken Takashi Takeda, Manjiro Tatsumi, Satoshi Nozuki, Kentaro Ogura, Takayuki Kanamori, Takashi Kawase, Kazuma Tatsumi, Kenrō Kanai, Tatsushige Udaka (Scuola Kongō) 

direttore di scena Nobuharu Sawai, direttore d’allestimento Kenichi Nomura, coordinamento per il tour mihoproject co.,ltd.

In collaborazione con Associazione Hōshō
Con il patrocinio di Agency for Cultural Affairs Government of Japan, THE TOKYO CLUB

 


Programma

OKINA
Anche se talvolta è considerato genericamente tale, Okina non è, in realtà, uno spettacolo di Teatro Noh, ma appartiene ad una categoria a sé stante e non ha una trama vera e propria. Si tratta, piuttosto di una rappresentazione rituale in cui gli attori interpretano delle figure divine, che danzano per la pace, la prosperità e la salvezza sulla terra. Il rituale Okina inizia ancor prima dell’entrata in scena. L’interprete di Okina deve purificarsi per un certo tempo prima di dare inizio alla rappresentazione, preparando il suo corpo e la sua mente. Talvolta, il giorno della rappresentazione uno shimenawa (una corda sacra di paglia di riso) è collocata sopra il palcoscenico per purificare il luogo. L’altare viene collocato nel kagami-no-ma (“sala dello specchio” o antisala). Tra le offerte che vengono presentate ci sono il men-bako (il baule delle maschere) che contiene le maschere usate per la rappresentazione e il sake che viene offerto all’altare ed usato per il rituale. Diversamente dagli altri spettacoli, Okina ha l’atmosfera del tutto particolare di un rito sacro: una volta iniziata la rappresentazione il pubblico non può più entrare o uscire dalla sala e diviene testimone di una cerimonia sacra che lo introduce in una atmosfera mistica e sacrale.

HAGOROMO

La versione più antica della leggenda risale all’VIII secolo. Il dramma Noh, tuttavia, mette assieme due diverse leggende, la prima riguarda le origini della danza Suruga, mentre la seconda racconta la discesa di un angelo sulla spiaggia di Udo. Una storia simile si ritrova anche nella raccolta Sou-shen chi pubblicata nel 1400, in cui è citato un poema di Nōin risalente all’XI secolo. L’autore del dramma Noh Hagoromo è comunque sconosciuto e viene nominato per la prima volta nel 1524, il che fa ritenere che sia stato scritto in un periodo largamente successivo a quello di Zeami (1363 circa – 1443 circa), ritenuto il codificatore del teatro Noh. La trama racconta di un pescatore che, una notte, ritrova appeso ad un ramo il magico mantello di piume di una tennin, uno spirito danzante. La tennin lo vede e rivuole il suo mantello, senza il quale non può risalire al cielo. Il pescatore dopo una discussione, accetta di restituirglielo, a patto che lei danzi per lui. Lei accetta, mentre il coro spiega che la danza simboleggia il quotidiano mutare della luna. Alla fine della sua danza, la tennin scompare, come una montagna lentamente nascosta dalla nebbia.


Kazufusa Hōshō è il ventesimo Sōke, ovvero il legittimo e unico erede della scuola Hōsho, che tramanda la tradizione dal XV secolo. Nato nel 1986, studia sotto la guida del padre Fusateru e del nonno Fusao Hōshō. Debutta nel 1991 interpretando il ruolo di bambino in Seioubo. Nel 1995 si esibisce come protagonista in Iwafune. Da allora ha interpretato opere come Sagi, Shakkyō, Dōjōji, Okina, Midare, Takasago, Hagoromo, Natorino, Roujo, Dai. Nel 2008, dopo la laurea presso l’Università Statale delle Arti di Tokyo, assume il titolo di capofamiglia. Attualmente è il direttore esecutivo dell’Associazione Hōshō, il regista e supervisore dell’Associazione Teatro Noh “Wa no Kai”. Ha partecipato a Milano Expo 2015 e, l’anno seguente, in occasione dei 150 anni dei rapporti di amicizia e commercio tra Italia e Giappone, ha presentato alla Triennale Japan Orfeo.

Tatsunori Kongo, nato nel 1988 a Kyoto, è il primo figlio del Hisanori Kongoh, il ventiseiesimo Sōke della scuola Kongoh. Studia sotto la guida del padre Hisanori e del nonno Kongoh Iwao II. Debutta all’età di 5 anni nel spettacolo di Shojo e interpreta il suo primo ruolo di shite a 10 anni nello spettacolo Iwafune. Da allora ha interpretato opere come Sumiyoshimoude, Shakkyō, Sagi, Okina, Midare, Dōjōji, Mochiduki, in tourneé in numerosi paesi, tra cui Spagna, Portogallo e Russia. Laureato in Lettere alla Doshisha University, insegna alla Kyoto City University of Arts, Research Center for Japanese Traditional Music. È il direttore esecutivo dell’Associazione Kongoh Nogakudou.

Sengorō Shigeyama è nato nel 1972. Primo figlio di Sensaku Shigeyama V. Ha debuttato a 4 anni come “shite” in Iroha. Ha poi interpretato ruoli in Sanbasō, Tsurigitsune, Hanako, Tanuki-no Hardutsumi. Ha prodotto in passato diversi spettacoli di giovani attori Noh, ed è attivamente impegnato nella diffusione non solo del Noh, ma anche del “kyogen”, altra forma del teatro tradizionale giapponese, paragonabile alla commedia di costume. Continua a sostenere e produrre progetti con giovani artisti, anche in collaborazione con il fratello, Shigeru Shigeyama. Collabora inoltre con il “rakugo” (narratore) Yonekichi Katsura per il progetto “Waraenaikai”, con lo scopo di intercettare e raggiungere un nuovo tipo di pubblico. Nel 2016 ha assunto il suo nome d’arte, Sengorō Shigeyama XIV.

 


Biglietti

Intero: 24,00 euro
Over 65: 18,00 euro
Under 30: 15,50 euro

I biglietti sono disponibili:
• alla biglietteria del Teatro Comunale (a luglio, nei giorni e orari di apertura della campagna abbonamenti)
• al botteghino del Teatro Olimpico (fino al 17.06, dal martedì alla domenica, dalle 11 alle 13.15 e dalle 14 alle 16.45, e le sere di spettacolo)
• on-line sul sito http://www.tcvi.it
• nelle filiali della Banca Popolare di Vicenza

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La Tigre e il Giappone

Nell’ambito della manifestazione “La Tigre e il Giappone” e in occasione dell’esposizione di alcune maschere di teatro Nō e Kyōgen della collezione Renzo Freschi, AsiaTeatro presenta una conferenza di introduzione al Nō tenuta da Carmen Covito il 5 maggio alle ore 20.
A seguire, alle ore 21 ci sarà una rappresentazione dello spettacolo di Stefano Bernini “Lo scambio dei ventagli” ispirato al Nō moderno di Mishima Yukio “Hanjo”.

Il festival, organizzato dall’associazione La Taiga e la rivista La Tigre di Carta, è dedicato a vari aspetti della cultura giapponese e si svolgerà per tutto il mese di maggio, dal 3 al 30 maggio.
Vi segnaliamo tra gli altri alcuni appuntamenti da non perdere:
il laboratorio di shodo e performance calligrafica del maestro Bruno Riva (6 maggio); le conferenze di Andrea Pancini sul Matsuri (21 maggio) e di Rossella Marangoni sulla simbologia del fiore di ciliegio (27 maggio); e tutta la rassegna cinematografica!

Gli eventi si svolgono presso il teatro e circolo culturale Corte dei Miracoli in via Mortara 4 a Milano. Ingresso libero con tessera associativa.
www.latigredicarta.it

 

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Rakugo a Roma

PAROLE IN SCENA
Quattro appuntamenti con le arti declamatorie giapponesi all’Istituto Giapponese di Cultura in Roma.

Dopo il kōdan a fine 2016 e il rōkyoku il 2 marzo 2017, è la volta del rakugo (21 e 23 marzo). In collaborazione con “Sapienza” Università di Roma.

RAKUGO
Battute e ventaglio con San’yūtei Ryūraku declamazione in italiano

San'yūtei Ryūraku

San’yūtei Ryūraku

Martedì 21 marzo
ore 10.00
ISO Istituto Italiano di Studi Orientali,
“Sapienza” Circonv.ne Tiburtina, 4

Giovedì 23 marzo
ore 18.30
Istituto Giapponese di Cultura
Via A. Gramsci, 74

INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI, SENZA BISOGNO DI PRENOTAZIONE

 

Il Giappone ride: storytelling comico, seduti su un cuscino quadrato, servendosi di un fazzoletto e di un ventaglio. E di una immensa vis comica. Il rakugo è servito, in italiano.

Il RAKUGO è il più amato e seguito genere declamatorio, tuttora molto popolare tra giovani e meno giovani. Forte di un repertorio consolidato in secoli di spettacolo, la sua qualità principale è la vena umoristca che caratterizza le storie narrate, i cui personaggi prendono vita grazie alla poliedricità della voce del narratore. Aiutato soltanto da un ventaglio e da un fazzoletto, il maestro declamatore dipana il suo racconto fino alla battuta finale, che con un arguto gioco di parole scatena l’ilarità del pubblico.

SAN’YŪTEI RYŪRAKU Laureato in legge presso l’Università Chūō, si è avvicinato al mondo del rakugo e negli anni Ottanta ha svolto il suo apprendistato sotto la guida del famoso San’yūtei Enraku V. Nel 1992 ha raggiunto il grado di shin’uchi, il livello più alto per un maestro di declamazione, e si è esibito in importanti teatri e in televisione.
Dal 2008 ha iniziato a portare i suoi spettacoli all’estero senza ausilio di traduzione né di sovratitoli, proponendo invece le declamazioni direttamente nella lingua locale. Ogni anno si esibisce in paesi europei e, oltre al giapponese, è ormai in grado di esibirsi in sette lingue: inglese, italiano, francese, spagnolo, portoghese, tedesco e cinese. Al momento i suoi spettacoli all’estero ammontano a centocinquanta, proposti in quarantacinque città di nove paesi diversi.

Introduce Stefano Romagnoli (ISO)

 

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