Takigi Nō al festival di Spoleto 2019

Due straordinarie serate della scuola Hōshō al Festival di Spoleto il 28 e 29 giugno 2019.

Illuminato dalla luce vibrante delle torce, uno spettacolo di takigi nō, per una immersione nella suggestiva e ieratica atmosfera del nō e del kyōgen, antiche forme tradizionali di teatro giapponese che vantano 650 anni di storia. Tre le performance presentate. Sanbasō, eseguito da un attore kyōgen, fa parte di Okina, il più antico brano tutt’oggi tramandato della forma d’arte a cui il nō e il kyōgen risalgono. Eseguito dal maestro di kyōgen Norihide Yamamoto, celebra e impetra la prosperità dei raccolti dei “cinque cereali”. Viene eseguito in particolare “l’atto dei sonagli”, in cui, facendo tintinnare i sonagli, si mima il gesto della semina. Takasago è una danza eseguita da Yūsuke Kanai, attore fra i più rinomati del teatro nō in Giappone. Yoroboshi, interpretato da Kazufusa Hōshō, XX caposcuola della scuola HŌSHŌ, è un dramma molto particolare del repertorio del nō che racconta di un padre e del figlio cieco, il giovane Shuntokumaru, che si ritrovano dopo anni di separazione.

 

Hōshō – foto Junji Takasago

Programma

Kyōgen 
SANBASŌ, KAGURASHIKI
con Norihide Yamamoto Sanbasō

Maibayashi 
TAKASAGO 
con Yusuke Kanai La divinità di Sumiyoshi, shite 

Jiutai (coro)
Norimasa Takahashi, Katsunori Yabu, Kouki Sano, Takashi Kawase, Tetsuya Kidani

 

Nō 
YOROBOSHI

con Kazufusa Hōshō Shuntokumaru, shite 
Hiroshi Obinata Takayasu Il padre Shuntokumaru, waki
Norishige Yamamoto Il servitore di Takayasu, ai-kyogen

Jiutai (coro) 
Takashi Takeda, Satoshi Nozuki, Norimasa Takahashi, Katsunori Yabu, Kouki Sano, Takashi Kawase

Kōken (assistenti)
Yusuke Kanai, Tetsuya Kidani

musicisti
Ryūichi Onodera Nōkan (flauto)
Mitsuhiko Sumikoma Kotsuzumi (piccolo tamburo a clessidra)
Rokunosuke Iijima Ōtsuzumi (grande tamburo a clessidra)
Akio Mugiya Taiko (tamburo)

direttore di scena Kenichi Nomura
direttori di produzione Akiko Sugiyama, Mihoko Akutagawa

 

Maschera. Compagnia Hōshō

Kazufusa HŌSHŌ è il XX caposcuola della scuola di attori nō HŌSHŌ, diretto discendente del fondatore originario. Mentre attribuisce una grande importanza alla danza classica giapponese, come dirigente della scuola Hōshō, realizza un´innovazione nel mondo del Noh tradizionale, con-centrando i suoi sforzi contemporaneamente anche nella gestione globale. Nato nel 1986, ha in-iziato il suo addestramento sotto la guida del padre Fusateru e del nonno Fusao HŌSHŌ. Ha debuttato nel 1991 interpretando il ruolo di bambino nel dramma Seiōbo. Nel 1995 ha impersonato il protagonista in Iwafune e da allora ha interpretato i maggiori classici del repertorio del nō quali Sagi, Shakkyō, Dōjōji, Okina, Midare, Takasago, Hagoromo, Natorino, Rōjo, e Dai. Nel 2008, dopo la laurea all’Università delle arti di Tokyo, ha assunto la carica di caposcuola della scuola Hōshō. Oltre a essere il direttore esecutivo della Hōshō Association, egli dirige e sovrintende il gruppo nō “Wa no Kai”. Nel 2015 il maestro Hōshō ha participato all’Expo di Milano e l’anno seguente in occasione dell’anniversario dei 150 anni delle  relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, ha presentato Midare alla Triennale di Milano e Japan Orfeo a Kamakura – un progetto di collaborazione interdisciplinare basata sull’Orfeo di Monteverdi. Nel 2017 Kazufusa HŌSHŌ ha calcato le scene al Teatro Olimpico di Vicenza e a Roma in relazione al 75esimo Anniversario delle Relazioni Diplomatiche tra il Vaticano e il Giappone. E’ stato recentemente insignito del Best Newcomer Prize per il 40th Matsuo Entertainment Prize. 

Hōshō Kazufusa

 

SPOLETO FESTIVAL DEI 2 MONDI 2019
http://www.festivaldispoleto.com

TAKIGI NŌ DELLA SCUOLA HŌSHŌ
SPETTACOLO DI NŌ ALLA LUCE DEI FALÒ

28 Giugno
ore 20:00
San Nicolò Chiostro

BIGLIETTI
ACQUISTA

posto unico €50,00

29 Giugno
ore 20:00
San Nicolò Chiostro

BIGLIETTI
ACQUISTA

posto unico €50,00

 

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Sogni: concerto per violino, viola e voci recitanti

in occasione della mostra
KOKESHI
La tradizione artigianale del Tōhoku

l’associazione culturale AsiaTeatro
presenta

SOGNI

concerto per violino, viola e voci recitanti
su testi di Natsume Sōseki
con Yoko Morimyo e Giovanni Calcagno

Spazio delle Culture “Khaled al-Asaad”
MUDEC – Museo delle Culture di Milano
18 maggio 2019 ore 18,30

 

 

Ho fatto questo sogno: è così che Sōseki ci introduce bruscamente nel suo mondo onirico, fatto di storie misteriose a spasso nel tempo. La ritmica della scrittura e lo stile letterario conferiscono alle sue parole il potere di trasportarci immediatamente dentro potenti affreschi in continuo movimento, potrei dire dentro immaginari da grande cinema.
La sfida per noi è quella di restituire questo enorme potenziale immaginifico attraverso un percorso sonoro che stimoli lo spettatore ad avvicinarsi senza riserve ad una narrazione nella quale tutto è possibile e la logica non ha più alcun valore.
Giovanni Calcagno

 

PROGRAMMA

“Obsession” da Sei Sonate per Violino solo Op 27 di Eugène Ysaÿe (1923)
La sesta notte (lettura)
Improvvisazione con violino
La quinta notte (lettura)
N°5 da 24 Capricci per Violino solo Op.1 di Nicolò Paganini (1820)
La nona notte (lettura)
“Elegia” per Viola sola di Igor Stravinsky(1944)
La prima notte (lettura)
“Ballate” da Sei Sonate per Violino solo Op.27 di Eugène Ysaÿe (1923)

I testi sono tratti da “Sogni di dieci notti” (Yume jūya) di Natsume Sōseki.
Adattamento di Giovanni Calcagno basato sulla traduzione di Andrea Maurizi contenuta nel volume “I dieci colori dell’eleganza. Saggi in onore di Maria Teresa Orsi”, a cura di M. Mastrangelo e A. Maurizi (Aracne Editrice 2013)

Ringraziamo il maestro Bruno Riva per la calligrafia del carattere  夢 (yume)

 

Yoko Morimyo, nata a Tokyo e residente in Italia, ha conseguito il diploma di Solista nel 2003 con il M° Carlo Chiarappa al Conservatorio della Svizzera Italiana (CSI). Ha effettuato numerose registrazioni per la radio (RSI) e collaborato alla realizzazione di vari cd. Ha partecipato a festival (Biennale di Venezia, MITO etc.) e vanta collaborazioni con importanti Ensemble contemporanei (tra cui Divertimento ensemble, Icarus ensemble). Usa un violino di Ernesto de Angelis (1997) e un violino di Paolo Antonio Testore.
Sito personale: http://www.yokomorimyo.it

 

Giovanni Calcagno è un autore, attore e narratore siciliano. Al cinema è interprete (fra gli altri) per Marco Bellocchio (Buongiorno Notte, Il traditore), Giulio Manfredonia (Si Può Fare), con il quale si aggiudica il premio Ciak d’oro, Mario Martone (Noi credevamo), Luigi Lo Cascio (La città ideale), Giovanni La Pàrola (Il mio corpo vi seppellirà), Danny Boyle (Trust). In teatro è stato diretto da Mario Martone, Vincenzo Pirrotta, Luigi Lo Cascio. Coordina l’attività della Casa dei Santi insieme ad Alessandra Pescetta, con cui ha prodotto, fra l’altro, per il cinema La città senza notte e L’ombra della sposa, in concorso a Venezia 2017, e per il teatro gli spettacoli Il piccolo principe in versi e Mystic Luna Park. Ha pubblicato per A&B Edizioni, U principuzzu Nicu e Tre mele cadute dal cielo, raccolta di fiabe armene tradizionali.
Giovanni Calcagno su Wikipedia
Giovanni Calcagno su Facebook

 

Scarica il programma di sala in pdf

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“Wasei opera” a Milano

Venerdì 22 Marzo alle ore 19 presso il Teatro Rosetum a Milano
IZU CITY OPERA ASSOCIATE 伊豆市民オペラ協会
presenta lo spettacolo di “opera lirica made in Japan”
LA PRINCIPESSA TRECENTENARIA

『和製オペラ「三百年姫」』

Ingresso libero

 

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Chujo Hime

Il racconto musicale Chujo-Hime | Milano

Sabato 16 marzo 2019 una giornata a tema giapponese presso il Circolo Filologico Milanese di via Clerici 10
Dalle ore 15:00 si terranno alcune iniziative legate alle arti e alle tradizioni giapponesi:
– Calligrafia: in collaborazione con il maestro Kansho Miyashita;
– Cerimonia del tè: con il maestro Alberto Moro, Presidente dell’Associazione Giappone in Italia;
– Pittura: con il maestro Shuhei Matsuyama;
– Mostra di tinture di indaco: in collaborazione con l’Associazione “Hyouge Ai no Kai”.
Nel mezzo, alle ore 16:00 si terrà il recital scritto da Kumi Ando, con gli artisti giapponesi Kyoko Hattori, soprano, e Yasuo Asaki, baritono.

 

 

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Conferenze al MAO di Trieste

Ispirazioni dal Sol Levante: la vita oltre l’oggetto.
Storia, cultura, arte e teatro del Giappone
nelle opere del Civico Museo d’Arte Orientale

Ciclo di conferenze domenicali
in collaborazione con l’Associazione Yūdansha Kyōkai-Iwama Aikidō (YKIAT)

10 / 17 / 24 / 31 marzo e 7 aprile 2019, ore 11.00
Civico Museo d’Arte Orientale
via San Sebastiano 1
Trieste

Il Servizio Musei e Biblioteche del Comune di Trieste propone, nella sede del Civico Museo d’Arte Orientale di Trieste, un ciclo di cinque conferenze domenicali intitolato Ispirazioni dal Sol Levante: la vita oltre l’oggetto. Storia, cultura, arte e teatro del Giappone nelle opere del Civico Museo d’Arte Orientale, realizzato in collaborazione con l’Associazione triestina Yūdansha Kyōkai-Iwama Aikidō (YKIAT) e curato da Giovanna Coen, responsabile della Sezione Cultura dell’Associazione.

Gli incontri, tenuti da esperti del settore di livello nazionale, costituiscono un’occasione per indagare e raccontare alcuni aspetti, forse poco conosciuti, della storia e della cultura giapponese, partendo dalle collezioni del Museo: prendendo spunto da una o più opere esposte, i prestigiosi relatori ne approfondiranno le tematiche, allargandosi poi alla cultura giapponese, sia tradizionale che attuale, le cui radici affondano in periodi lontani.

Tutti gli incontri sono a ingresso libero.
I posti sono limitati e non è prevista prenotazione (35-40 persone).

Info:
museoarteorientale@comune.trieste.it
www.museoarteorientaletrieste.it

Con il patrocinio di
Consolato Generale del Giappone a Milano
Istituto Giapponese di Cultura in Roma-Japan Foundation
AISTUGIA-Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi

Calendario

domenica 10 marzo 2019, ore 11.00
dott. Antonio Moscatello
Tennō e Robot: c’è spazio per l’Imperatore nel Giappone del XXI secolo?

 Il 2019 è l’anno della successione imperiale: finisce al suo 30° anno l’era Heisei. Dopo due secoli, per la prima volta, un Imperatore abdica per passare la mano al figlio. Akihito non diventerà probabilmente uno di quegli “Imperatori del Chiostro” che, dietro le quinte manovravano le fila del potere prima dell’avvento dello shogunato Kamakura, ma farà il pensionato benevolo, come sempre è stata la sua figura durante i trent’anni di regno. Eppure il suo passo – la decisione di lasciare il Trono del Crisantemo – ha un valore deflagrante per l’istituzione che incarna la storia del Giappone. L’intervento farà il punto della situazione: qual è il ruolo del Tennō nel Giappone del XXI secolo? Come vivono i giapponesi i rituali che si susseguiranno per sancire l’intronazione di Naruhito?

Antonio Moscatello, giornalista presso Askanews, si è laureato presso “L’Orientale” Università degli Studi di Napoli in lingua e letteratura giapponese. Ha lavorato come traduttore dal giapponese e, divenuto giornalista professionista, è stato corrispondente da Tokyo dell’agenzia di stampa Ap.biscom (oggi Askanews). È stato inviato in Iraq negli anni del conflitto e poi a Budapest. Nel 2012 ha realizzato in Giappone per Askanews un’inchiesta sui rapimenti effettuati negli anni ’70 e ’80 da spie nordcoreane.

 

domenica 17 marzo 2019, ore 11.00
prof. Cristian Pallone
Uomini che odiano le donne. Stereotipi del galantuomo nel Giappone tardo-settecentesco

Prendendo spunto dalla rappresentazione xilografica dell’attore Ichikawa Ebizō nei panni di Sukeroku, personaggio di numerosi drammi del teatro Kabuki, si racconterà di alcuni stereotipi della maschilità che possono desumersi dallo spoglio della letteratura popolare a tema erotico, sentimentale e umoristico, circolata a Edo (attuale Tokyo) nella seconda metà del XVIII sec., alle soglie della modernità giapponese. Sarà analizzata in particolare la figura dell’amatore raffinato, declinato in numerose sottocategorie, che tengono anche conto dell’estrazione sociale del personaggio. Samurai, mercanti, monaci fanno la loro comparsa in veste di amanti e clienti licenziosi tra le pagine della narrativa popolare, e l’implacabile giudizio della cortigiana ne determina, caso per caso, il successo o la sconfitta. Uomini che odiano le donne e uomini che le donne odiano: una battaglia tra i sessi senza esclusione di colpi prende forma nella pungente narrativa degli autori della grande Edo.

Cristian Pallone, dottore di ricerca in Civiltà, culture e società dell’Asia presso la Sapienza-Università di Roma, dipartimento “ISO Istituto Italiano di Studi Orientali”, si interessa dello sviluppo della narrativa in formato dialogico nel Giappone del XVIII secolo, con un focus particolare sulla letteratura dei quartieri del piacere. Attualmente insegna Lingua e Letteratura giapponese presso l’Università degli Studi di Bergamo. Ha al suo attivo varie pubblicazioni e traduzioni, tra cui: trascrizioni e traduzioni in italiano di iscrizioni e poesie per i cataloghi a cura di Rossella Menegazzo, Hokusai. Sulle orme del Maestro (Milano, Skira, 2017) e Hiroshige. Visioni dal Giappone (Milano, Skira, 2018).

 

domenica 24 marzo 2019, ore 11.00
maestra Paola Piras
L’estetica della natura giapponese vista attraverso l’Ikebana

«Il paesaggio, e quindi la visione e la rappresentazione della natura, è come la lingua madre. La sua presenza, tacita o esplicita, riconosciuta o latente, contiene il codice originario della nostra appartenenza» (Morelli 2011). E così è certamente per la cultura giapponese classica, che trova una sua lettura attraverso l’Ikebana, l’arte di disporre i fiori, alla cui base vi sono il profondo rapporto tra uomo e natura e un modo sempre nuovo e mutevole di concepire i fiori e l’arte di comporli.
Durante questa conferenza con dimostrazione sarà possibile accostarsi all’Ikebana, o come viene anche chiamata il kadō (La Via dei Fiori), che nasce in un contesto religioso e si sviluppa in un mondo maschile di monaci, guerrieri e letterati, fino a giungere ai giorni nostri, dove anche nelle tendenze sperimentali della contemporaneità mantiene il carattere delle sue origini. È un sapere manuale antico, come tutte le arti giapponesi, perché, come recita una massima Buddhista «sapere non è capire e per capire bisogna praticare». L’Ikebana è il frutto di una ricerca estetica, tramandata da generazioni da Maestro a discepolo e vissuta, al pari di altre arti giapponesi, come una disciplina di ricerca interiore, poiché prendersi cura del paesaggio è prendersi cura di sé.

La Maestra Paola Piras inizia il suo percorso di Ikebana a Milano nel 1975 sotto la guida di Jenny Banti Pereira, continuando i corsi presso il Chapter di Ikebana Ohara di Milano. Dal 1994 è membro dell’E.O.T.A. (European Ohara Teachers Association), partecipa regolarmente ai seminari tenuti in Europa da Maestri giapponesi ed ha al suo attivo seminari di approfondimento in Giappone.
 Tiene dimostrazioni presso Musei, Biblioteche, Enti Pubblici e Privati e partecipa a manifestazioni floreali e culturali con i suoi gruppi di studio. Insegna regolarmente Ikebana a tutti i livelli presso i gruppi che fanno capo al Chapter di Venezia.

 

domenica 31 marzo 2019, ore 11.00
prof.ssa Virginia Sica
Il “Palazzo del bramito dei cervi”, palcoscenico di un sistema politico. Architettura, arti e costumi nella Tokyo di fine ‘800

«Secondo la mia opinione, l’unico percorso è far scontrare con gli Europei i Giapponesi, di modo che si sentano personalmente a disagio, si rendano conto del loro svantaggio e assimilino una consapevolezza della vigorosità occidentale […]. Ritengo che il metodo sia favorire relazioni veramente libere tra loro […]. Solo così il nostro Impero potrà raggiungere una posizione pari a quella dei Paesi occidentali. Solo così il nostro Impero potrà essere indipendente, prospero e potente». Così dichiarava nel 1879 Inoue Kaoru (1835-1915) in un documento per il Gabinetto di cui era ministro degli Affari Esteri, nella cruciale fase storica nota come “Restaurazione Meiji”, che vedeva l’esordio del Giappone sul palcoscenico delle relazioni internazionali e la sua emersione come la prima nazione asiatica industrializzata. Per Inoue, lo strumento che favorisse quegli obiettivi doveva essere il “Palazzo del bramito dei cervi”, destinato a ricevimenti ed eventi per gli esponenti della diplomazia internazionale del tempo: il Rokumeikan, che fu il simbolo assoluto e più incisivo dei nuovi costumi sociali, artistici e culturali di era Meiji (1868-1912).

Virginia Sica è docente di Cultura giapponese (storia e letteratura) presso il Dipartimento di Mediazione linguistica e di Studi interculturali dell’Università di Milano. Dopo essersi laureata in Lingue e Civiltà orientali (indirizzo storico-letterario) presso “L’Orientale” Università degli Studi di Napoli, si è trasferita in Giappone dal gennaio 1989, dove ha insegnato per alcuni anni presso il Dipartimento di Estetica (Facoltà di Lettere), della Tōhoku Kokuritsu Daigaku (Università Statale del Tōhoku). Al rientro in Italia, dopo un’esperienza presso una holding giapponese con sede a Milano, ha ripreso l’attività didattica dal 2006. È socio AISTUGIA (Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi), membro del CARC (Contemporary Asia Research Centre), socio di Asia Teatro e attualmente coordinatore del gruppo di ricerca dell’Università di Milano Asia Pacifico.

 

domenica 7 aprile 2019, ore 11.00
dott.ssa Carmen Covito
Onnagata. Il labirinto dei generi nel teatro giapponese

Nel teatro Kabuki il termine “Onnagata” indica gli attori specializzati nei ruoli femminili. La loro arte, formalizzata tre secoli fa da grandi interpreti come Yoshizawa Ayame, costituisce ancora oggi uno degli aspetti più affascinanti del teatro giapponese e nel corso del tempo ha lasciato tracce profonde nella sensibilità del Giappone, ispirando i pittori ukiyo-e ampiamente rappresentati nel Civico Museo d’Arte Orientale di Trieste ma anche scrittori moderni, come Mishima Yukio, e persino fenomeni della cultura pop contemporanea.

Carmen Covito, scrittrice e nipponista, è nota per un romanzo di successo dal quale sono stati tratti un film e uno spettacolo teatrale: La bruttina stagionata (Premio Bancarella 1993). Ha pubblicato successivamente altri romanzi, sempre caratterizzati dalla contaminazione di linguaggi, di genti e di registri stilistici diversi. Oggi dirige la rivista di studi online “AsiaTeatro” (www.asiateatro.it) ed è vicepresidente dell’associazione culturale shodo.it per la diffusione della calligrafia sino-giapponese.

 

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