Bharatanatyam: workshop 2017 a Dulcamara

WORKSHOP 2017 con Nuria Sala Grau
7-8-9 luglio

BHARATANATYAM
LA DANZA DEGLI DEI

presso DULCAMARA
Via Tolara di Sopra 78
Ozzano dell’Emilia (Bologna)

Lo stage è aperto a chi già conosce il Bharatanatyam e a chi vuole iniziare o avvicinarsi a una nuova tecnica di teatro-danza. Si prevedono due livelli e si lavorerà con i seguenti elementi:
– ADAVU base tecnica della danza
– MUDRA gesti delle mani
– SOLLUKUTTU linguaggio delle sillabe mnemoniche
– ABHINAYA l’espressione nell’arte
– COREOGRAFIA
– TEORIA

Confermare l’adesione all’indirizzo
gabrielebaldoni@alice.it
e versare 70 (settanta) euro a titolo di caparra.
Pagamento con bonifico presso:
Unicredit Banca S.p.a. filiale di Via Toscana, 58/a – Bologna
Codice IBAN IT 67 J 02008 02414 000002675714

LA DANZA INDIANA



Il Bharatanatyam porta in sé esperienze che toccano molteplici campi della percezione e del pensiero: la memoria del corpo, l’intrinseca relazione tra pensiero e corpo, lo svelarsi dei sentimenti e le emozioni come campi energetici in continua evoluzione, la visione del corpo come strumento polifonico e cosmogonico sensibile e vibrante, capace di dare risposta a molti livelli ed essere sempre nuovo e attuale. 

La danza Indiana affonda le sue radici nei rituali dei templi vedici e nella Filosofia Samkya. Il danzatore cosmico, Shiva Nataraja (Re della Danza), crea e dissolve il mondo con la sua danza. Divinità amata e temuta da tutto il pantheon mitologico Indiano, oscuro e misterioso, luminoso e liberatorio, ascetico e voluttuoso… Gli opposti si combinano in lui alla perfezione. La sua danza ci ricorda che il corpo è come tutto l’universo: microcosmo e macrocosmo. 

La pratica del Bharatanatyam richiede anni di studio e formazione in settori diversi: danza, teatro, ritmo, canto, mitologia, analisi poetica, interpretazione delle emozioni “rasa”. Nel portare sulla scena i testi Mitologici, si attualizzano i contenuti, permettendo di andare oltre il contesto culturale e divenendo universali e unificanti. Lo stato del corpo, il rispetto e l’ascolto del nostro strumento, la disponibilità ad aprirsi a nuove esperienze di trasformazione sono fondamentali. Il concetto di Sphota, stato di apertura di magia totale che si può vivere nell’atto di danzare, dove non c’è nulla né prima né dopo, c’è un essere presente che è eterno. Si celebra la bellezza e la potenza dell’arte.



Nuria Sala Grau
http://www.nuria-artedanza.com

Nuria Sala Grau docente di Bharatanatyam presso il Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza. Danzatrice e coreografa, discepola di Krishnaveni Lakhsmanan in danza e di Kamala Rani in musica, dopo la loro scomparsa ha continuato la sua formazione con noti maestri dell’accademia Kalakshetra di Chennai: Leela Samson, Savithri Jagannathan Rao, Ambika S. Buch, Bala Gopalam. La sua formazione è continua dal 1988. Diplomata in Psicoterapia e formata come danza-educatrice. Nuria attualmente risiede a Milano e combina la sua attività artistica con l’insegnamento del Bharatanatyam e della danza contemporanea nelle scuole, nelle università e nelle associazioni culturali. Il suo lavoro è stato presentato in teatri internazionali.

Collaborazioni: Sandip Mallick, Vilas Patil, Amelia Cuni, Federico Sanesi, Madhuri Chattopadhyay, Brigitte Revelli, Chantal de Launay, Ghislaine de Montaudouin, Giuliana di Benardo, Maresa Moglia, Stephen James, Gianni Ricchizzi, Savitry Jaganat Rao, Flavia Bucciero, Ujwal Mukund Bole, Cristina Negro, Fausta Squatriti, Neela Bhagwat, Augusto Modigliani, Mirella Costa, Paolino Dalla Porta, Marilia Albanese, Melina Mulas, Astad Deboo, Barbara Friedrich, Luca Scarzela, Carla Sanguineti,Vicenzo Zitello, Francesca Cassio, Germana Giannini…

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Pubblicato in AsiaTeatro, Anno VII (2017)

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