Museo Nazionale d’Arte Orientale “Giuseppe Tucci”

 

Il Museo Nazionale d’Arte Orientale (MNAO) è stato istituito nel 1957 grazie ad un accordo tra il Ministero della pubblica istruzione e l’Istituto italiano per il Medio ed Estremo Oriente (IsMEO poi ISIAO, ente sciolto nel 2012), che vi ha depositato le proprie raccolte d’arte ed archeologia.

Museo Nazionale d’Arte Orientale “Giuseppe Tucci”
Via Merulana, 248 – 00185 Roma
Tel. +39.06.4697481

SITO WEB
http://www.museorientale.beniculturali.it

 

Tucci-in-TibetIl nucleo del museo proviene principalmente dalle raccolte donate da Giuseppe Tucci (1894-1984), straordinario orientalista che tra 1928 e 1954 compì numerosi viaggi in Tibet. Altri primari nuclei fondanti delle collezioni museali sono i materiali degli scavi di Shahr-i Sokhteh in Iran, di Ghazni in Afghanistan e della valle dello Swat in Pakistan, tutti condotti da missioni italiane. Il 31 maggio 2005 il museo viene intitolato alla memoria di Giuseppe Tucci.

Il Museo è oggi uno degli Istituti speciali del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, svolge compiti di tutela degli oggetti artistici ed archeologici provenienti dai paesi asiatici in ambito nazionale e promuove la conoscenza delle culture asiatiche presso il pubblico italiano organizzando mostre, conferenze, visite.

Inv.13345, Stampa xilografica di manifesto teatrale con 5 attori (2 uomini-3donne) tratti dal dramma Kitsune Kitsune godan no keigoto firmato Toyokuni ga-Utagawakunisada (1768-1865), 1852 Periodo Edo (1603-1868), Giappone.

Inv.13345, Stampa xilografica di manifesto teatrale con 5 attori (2 uomini-3donne) tratti dal dramma Kitsune godan no keigoto firmato Toyokuni ga- Utagawa Kunisada (1768-1865), 1852, Periodo Edo (1603-1868), Giappone.

La sede del museo è il principesco palazzo Brancaccio, costruito a cavallo tra la fine dell’800 e i primi del ‘900. L’esposizione comprende reperti appartenenti a sette grandi aree culturali: Iran antico e mondo islamico, Estremo Oriente, Tibet e Nepal, Gandhara, India e sud-est asiatico. Le collezioni sono disposte secondo un criterio geografico e, all’interno di questo, cronologico, tale da facilitarne la comprensione.

Per quanto riguarda l’area vicino orientale fra le più importanti si possono citare la collezione di sigilli Pugliatti di provenienza siriana, i vasi anatolici della collezione Foglino, oggetti metallici iranici della collezione Vannini-Caggiati, oltre a materiali di scavo di Ebla. Per l’area islamica i materiali di spicco sono reperti in marmo e mattone cotto del palazzo del sultano Mas’ud III (1099-1115) di Ghazni in Afghanistan, provenienti dagli scavi dell’IsMEO negli anni sessanta. La sezione relativa all’arte del Gandhara comprende rilievi narrativi che decoravano gli stupa di Saidu Sharif, nella valle dello Swat, Pakistan.

Inv.12505, Dipinto raffigurante Wayang, XIX sec., Indonesia.

Inv.12505, Dipinto raffigurante Wayang, XIX sec., Indonesia.

Il museo custodisce una delle più importanti collezioni d’arte tibetana e nepalese del mondo, sia per quantità sia per varietà, frutto in gran parte delle esplorazioni di Giuseppe Tucci. Essa comprende thangka, cretule, gioielli e oggetti rituali.

Inv. 21586 Maschera tibetana, XX sec., Nepal.

Inv. 21586 Maschera tibetana, XX sec., Nepal.

La sezione estremo orientale, suddivisa nei paesi di Cina, Giappone, Corea e Vietnam, comprende la collezione dei bronzi di Giacinto Auriti, oggetti in giada della donazione Antonia Gisondi, oltre a un importantissimo nucleo di bronzi rituali cinesi. La collezione giapponese sta trovando collocazione negli spazi del museo grazie all’acquisizione di nuove sale. La sezione dedicata alla Corea, aperta al pubblico nel 2010, contiene vasi in ceramica invetriata e opere donate dalla Repubblica di Corea nel 1960. Per quanto riguarda il Vietnam, la raccolta consta dell’importante donazione di ceramiche invetriate della donazione Ivanoe Tullio Dinaro.

Inv. 13633, Stampa delle serie Kabuki Juhachiban (18 drammi canonici di kabuki) con 2 attori il titolo è  dato dall'attore Ichikawa Danjuro VII nel 1840 a 18 drammi tramandati dalla famiglia, 1895 periodo Meiji (1868-1912), Giappone.

Inv. 13633, Stampa delle serie Kabuki Juhachiban (18 drammi canonici di kabuki) con 2 attori. Il titolo è dato dall’attore Ichikawa Danjuro VII nel 1840 a 18 drammi tramandati dalla famiglia, 1895, periodo Meiji (1868-1912), Giappone.

 

 

Scheda a cura di F. Comisi

Bibliografia

-Centi Gabriella, Palazzo Brancaccio, De Luca ed., Roma, 1982.
-Ciarla Roberto (a cura di), Archeologia e Arte della Cina, Artemide ed., Roma, 2010.
-Ciarla Roberto, Giorgi Maria Luisa (a cura di ), Archeologia e Arte della Corea, Artemide ed., Roma, 2010.
-D’Amore Paola, Jung Michael (a cura di), Vicino e Medio Oriente Antico, Artemide ed., Roma, 2010.
-Di Flumeri Gabriella, Jung Michael, Torre Paola, Arte dell’Islam, Artemide ed., Roma, 2010.
-Giuliano Laura (a cura di), India i Volti del Sacro, Artemide ed., Roma, 2010.
-Giuliano Laura (a cura di), Arte del Gandhara, Artemide ed., Roma, 2010.
-Manna Gabriella (a cura di), Museo Nazionale d’Arte Orientale ‘Giuseppe Tucci’ Guida per Ragazzi, De Luca editori, Roma, 2010.
-Polichetti Massimiliano A. (a cura di), Arte del Tibet e del Nepal, Artemide ed., Roma, 2010.

 

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Pubblicato in AsiaTeatro, Anno IV (2014)