Wayang Kulit al Museo

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa notizia:

Mani che muovono i sogni
Il teatro delle ombre di Giava

Il Museo d’Arte Orientale di Venezia si dota di un nuovo, prezioso strumento didattico.

Nella sala dedicata all’Indonesia sarà reso disponibile su touch screen un filmato realizzato dall’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati della Fondazione Giorgio Cini (IISMC), tratto dallo spettacolo Lakon Anoman Duta, in scena al teatro Goldoni nel 2012, con gli artisti del Saraswati Performing Arts Isi-Yogyakarta.

Le riprese permettono di comprendere pienamente le modalità di realizzazione di uno spettacolo di ombre giavanesi, dal momento che mettono insieme i due diversi punti di vista dai quali può essere fruito uno spettacolo di wayang kulit. Vi si osserva la performance dalla parte del dalang, il burattinaio, che da solo muove tutte le figure in cuoio dipinto e dorato proiettandone le ombre su un telo bianco, e dalla parte del telo, dove si gode dell’effetto dell’ombra, che evidenzia il minuzioso intaglio delle figure.

La storia è quella di Anoman il messaggero, tratto dall’epica del Ramayana (poema indiano). Anoman è uno dei personaggi più importanti  : è un vanara, spirito dall’aspetto di scimmia, che aiuta il suo signore Rama a liberare la sua consorte Sita dal re Ravana.

Il wayang kulit di Giava veniva eseguito in occasione di festività pubbliche e celebrazioni religiose ed è considerato un modello di riferimento estetico per musica, parola, pittura, gesto, tutti compresenti nella rappresentazione.Il dalang dirige l’orchestra dando il ritmo col piede. Dà vita a tutti i personaggi, eroi e demoni, li muove, li fa parlare, canta a memorie la storia in kawi, antico linguaggio di Giava, con 47 ritmi diversi, impersona i buffoni che traducono gli avvenimenti, dà anche giudizi e pareri sull’operato degli eroi. Sta seduto davanti allo schermo tenendo accanto a sé, in una cassa (Kotak wayang) i burattini. Ai piedi dello schermo vi è un tronco di banano, il chachakan, su cui fissare le figure mobili. La rappresentazione è accompagnata dalla musica del gamelan, un’orchestra di percussioni intonate che ha il ruolo di sottolineare tutti i momenti drammatici della rappresentazione.

Con la proiezione del filmato al Museo, il visitatore potrà più facilmente comprendere la funzione e l’utilizzo delle storiche figure del wayang esposte e immaginare come essi prendevano vita sotto le mani esperte del dalang.

Allo stesso modo potrà ascoltare il suono degli strumenti musicali del gamelan, in esposizione insieme alle marionette di cuoio, comprendendo come lo spettacolo teatrale delle ombre di Giava sia un’esperienza totalizzante e di grande effetto, un’avventura estetica complessa, alla quale le opere del Museo hanno potuto in passato dare vita, prima di approdare a Venezia, dove oggi le possiamo ammirare.

Il video sarà costantemente a disposizione dei visitatori del Museo in sala XIII, la sala dedicata all’Indonesia.

invito

Il video sarà presentato venerdì 17 aprile 2015 alle ore 16 al Museo d’Arte Orientale, alla presenza del Direttore del Polo Museale del Veneto, Daniele Ferrara, del prof. Giovanni Giuriati dell’IISMC e della dottoressa Fiorella Spadavecchia.

Per partecipare alla presentazione del video l’ingresso sarà gratuito fino ad esaurimento dei posti con la stampa dell’invito in allegato. 

Per info:

Museo d’Arte Orientale di Venezia
Ca’ Pesaro, Santa Croce 2076
Venezia
Tel. 041 5241173

https://www.facebook.com/MAOVenezia

Orari: fino al 31 ottobre martedì-domenica 10-18
Dal 1 novembre al 31 marzo: martedì-domenica 10-17

 

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Pubblicato in AsiaTeatro, Anno V (2015)

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