Nanafuku Tamagawa

Asiateatro e Teatro dell’Elfo presentano:

NARRAZIONI MELODICHE DEL GIAPPONE

Nanafuku Tamagawa (Rōkyoku-shi) e Mifune Sawamura (shamisen)
interpretano

SENDAI NO ONIFUFU (L’INVINCIBILE COPPIA DI SENDAI)
CENERENTOLA (adattamento per Rōkyoku della Cenerentola di Charles Perrault, a cura di Nanafuku Tamagawa)

introducono Matilde Mastrangelo e Stefano Romagnoli (Dipart. ISO “Sapienza” Università di Roma)

Teatro Elfo Puccini
Corso Buenos Aires 33 – Milano
sala Bausch | lunedì 11 giugno 2018
ore 19:30

coproduzione Asiateatro e Teatro dell’Elfo
in collaborazione con Agenzia degli Affari Culturali del governo giapponese, Istituto Giapponese di Cultura/Japan Foundation, Istituto Italiano di Studi Orientali Università di Roma Sapienza.

Una cantastorie dei nostri giorni, accompagnata dalla suggestiva musica dello shamisen, declamerà in chiave Rōkyoku due affascinanti storie leggendarie: Sendai no onifufu (L’invincibile coppia di Sendai), tratta dalla tradizione fiabesca giapponese, e Cenerentola, reinterpretazione originale di Nanafuku Tamagawa della celeberrima fiaba di Charles Perrault. Sul palco, con la sua irrefrenabile verve di declamatrice Rōkyoku, la stessa Nanafuku Tamagawa (attrice, autrice, produttrice di eventi Rōkyoku), affiancata allo shamisen da Mifune Sawamura.
Lo spettacolo, in lingua originale con sottotitoli in italiano, sarà preceduto da un’introduzione a cura della prof.ssa Matilde Mastrangelo e del dott. Stefano Romagnoli della “Sapienza” Università di Roma.

 

 

©foto di Yoshinori Mido

Nanafuku Tamagawa, declamatrice Rōkyoku

Allieva di Fukutaro Tamagawa II, nel 1995 debutta nel mondo delle arti declamatorie come musicista di shamisen per Rōkyoku. Affascinata allo stesso tempo dal ruolo di narratore, nel 2001 interrompe la carriera di musicista per dedicarsi alla declamazione. Dal 2004 lavora anche come produttrice e curatrice di adattamenti per Rōkyoku di celebri storie come Cenerentola e La Traviata. Nel 2006 assume il nome d’arte Nanafuku, congedandosi dal vero nome Mihoko. La sua versatilità le offre spesso occasioni di collaborazione con artisti e musicisti di diversi ambiti performativi e musicali. Insegna presso la Kyoto University of Art and Design. È stata nominata “ambasciatrice culturale del Giappone” per l’anno 2018 dall’Agenzia per gli Affari Culturali del governo giapponese, con il compito di far conoscere all’estero la sua arte.

 

©foto di Yoshinori Mido

Mifune Sawamura, shamisen

Originaria della Prefettura di Chiba, durante gli studi universitari Sawamura subisce il fascino della musica del gidayu shamisen (un tipo di shamisen a metà tra il nagauta e lo Tsugaru shamisen) e, in particolare, rimane colpita dall’abilità della musicista Toyoko Sawamura, ascoltata in occasione di uno spettacolo al teatro Kibatei e della quale divenetrà poi allieva. Durante le performance Rōkyoku, Sawamura entra in perfetta simbiosi con il declamatore, impegnandosi affinché ogni nota diventi come la pennellata di un pittore che dipinge di fronte allo spettatore lo scenario del racconto recitato.

 

Il Rōkyoku è un’arte performativa che include elementi narrativi – recitati o cantati da un declamatore – e musica dello shamisen, strumento a tre corde della famiglia del liuto. Nota in passato col nome naniwa-bushi, ebbe origine all’inizio dell’epoca Meiji (1868-1912). Il narratore racconta una storia nella forma di monologo, seguendo una certa intonazione indicata dal musicista dello shamisen. Lo strumento necessita di una accordatura specifica, detta sansagari (accordatura MI-LA-RE). Nato come evoluzione/reinterpretazione di sermoni e canti religiosi, il Rōkyoku si trasforma nel tempo in arte performativa di strada, raccontando i sentimenti della gente comune, incluse obbligazioni morali, empatie, spirito cavalleresco, lealtà, dubbi, amore e via dicendo. Se si confronta con altri generi declamatori (rakugo, kodan), il Rōkyoku si distingue per la mancanza di uno stile codificato; la formazione del narratore (Rōkyokushi) inizia emulando stile e tecnica del proprio maestro, ma ci si aspetta che ogni artista acquisisca un proprio linguaggio espressivo, unico e distintivo; tale unicità è anche il motivo per cui il Rōkyoku non ha i presupposti per essere riconosciuto ufficialmente come un genere di performance tradizionale, non esistendo una tradizione formalizzata. Voce, intonazione e tecnica declamatoria “tanka” – dal tono caustico e pungente – sono gli elementi caratterizzanti il monologo Rōkyoku e ne costituiscono anche l’intrinseca complessità.

 

TEATRO ELFO PUCCINI
CORSO BUENOS AIRES 33 
20124 MILANO
www.elfo.org
Biglietteria +39 02.00.66.06.06
biglietteria@elfo.org
Orari Biglietteria

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Nanafuku Tamagawa presenta il suo spettacolo anche a Roma e a Trieste:

martedì 29 maggio 2018 ore 19
Istituto Giapponese di Cultura
Via Antonio Gramsci, 74  – 00197 ROMA
http://www.jfroma.it/narrazioni-melodiche-del-giappone/

martedì 12 giugno 2018
Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”
Palazzo Gopcevich
via Rossini 4 – 34132 Trieste

http://www.museoschmidl.it

 

 

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Mostra fotografica

Giovedì 12 aprile, in occasione dell’inaugurazione della ECOLUXURY Travel di Milano, spazio di promozione dei brand legati al tour operator “Viaggi Dell’Elefante”, sarà aperta al pubblico dalle ore 19.00 la mostra fotografica di Fabio Massimo FioravantiJapan Performing Arts”, già esposta a Roma a fine novembre 2017; in tale occasione il fotografo, con cui Viaggi Dell’Elefante vanta diverse collaborazioni, presenterà due arti del teatro giapponese messe a contrasto grazie a fotografie stampate su una preziosa carta fatta a mano a foglio singolo: la “Awagami Bizan”,  di tradizione artigianale giapponese.

Da una parte si potranno ammirare le fotografie del Teatro Noh,  da  tempo oggetto di studio per Fioravanti: nel 2016 ha pubblicato “La Via del Noh” (Casadei Libri), un viaggio fotografico al seguito del Maestro Udaka Michishige, attore e scultore di maschere, designato dal governo giapponese come Rappresentante di un Bene Culturale Nazionale Intangibile.

Durante la serata gli ospiti avranno la possibilità di assistere a una spiegazione introduttiva del teatro Noh gentilmente offerta da Monique Arnaud, allieva del Maestro Udaka Michishige  e massima esperta in Europa di quest’arte.

L’altra arte performativa ritratta da Fioravanti è la Danza ButohHisoku / Colori segreti”  di Ima Tenko.  Queste fotografie sono state scattate nel teatro Butohkan di Kyoto, il primo teatro dedicato completamente al butoh e inaugurato nell’estate del 2016, con il quale Fioravanti collabora.

ECOLUXURY Travel di Milano, 
Via Fulcorina 19  (ingresso su Via Borromei, di fronte al civico n°11)
Ingresso su invito:

RSVP: eventi@viaggidellelefante.it / milano@ecoluxurytravel.it

Fabio Massimo Fioravanti, romano, è autore di reportage fotografici sul Giappone, l’Asia Centrale, l’India e l’Africa del sud. Ha pubblicato vari libri tra i quali ricordiamo: La Via del Noh. Udaka Michishige: attore e scultore di maschere, 2014; Zuiganji. La vita dei monaci Zen, 2011. Insieme a Viaggi Dell’Elefante ha esposto nello Spazio Ducrot le fotografie presenti nel libro “La Via del Noh” tra il 2014 e il 2015 e presso la sede di Banca Generali di Via Leonida Bissolati nel 2017, e di nuovo nel 2017 allo Spazio Ducrot le fotografie di “Elegia Siriana | A Syrian Elegy”, in collaborazione con Paolo Romani, e la prima edizione di “Japan Performing Arts”.

Monique Arnaud studia e recita il teatro Noh da oltre trenta anni sotto la guida del Maestro Michishige Udaka e segue il suo insegnamento di scultura di maschere. Si esibisce regolarmente in ruoli da attore protagonista (shite) del teatro Noh sui palchi giapponesi. In Italia diffonde l’insegnamento del canto e della danza Noh, collabora alla regia di opere liriche, teatro di figura, prosa e performance site specific. E’ l’unica shihan (istruttore autorizzato) che insegna stabilmente il teatro Noh fuori dal Giappone ed è il Direttore europeo dell’International Noh Institute (INI). Conduce un laboratorio intensivo di regia teatrale all’Università IUAV di Venezia, basato sulla pratica del teatro Noh, ma mirato a produzioni contemporanee.

Viaggi Dell’Elefante  è il più antico e prestigioso marchio italiano del turismo di alta gamma. Nasce nel 1974, quando Vittorio Ducrot, viaggiatore appassionato ed esigente, realizza il desiderio di condividere le preziose scoperte fatte in anni di esplorazioni in decine di Paesi del mondo. Enrico Ducrot nel 1991 inizia a lavorare in Viaggi dell’Elefante apportando l’esperienza di 5 anni di attività di archeologo in Turchia, Siria e Giordania. Oggi il tour operator ha sede nello Spazio Ducrot, nel centro storico di Roma, inaugurato nel 2012 con il proposito di ospitare mostre, presentazioni di libri, e tutte le forme di celebrazione del caleidoscopico mondo dei viaggi.

Per maggiori informazioni: www.viaggidellelefante.it

 

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Taiko a Vicenza

Nell’ambito del  festival Haru no Kaze organizzato dall’associazione Ukigumo tornano a Vicenza i tamburi giapponesi

Taiko. Concerto di tamburi giapponesi
Gruppo COBU
“Knockin’ on the cool earth” 
sabato 17 marzo 2018 – ore 20,45

Teatro Comunale di Vicenza

Un gruppo di straordinarie percussioniste:  fondato da Yuko Miyamoto nel 2000, COBU   unisce la cultura tradizionale giapponese a musica e ritmo newyorkesi, mettendo insieme elementi di Taiko (tamburi giapponesi) e altri strumenti tradizionali giapponesi, danza Nichibu, Hip hop, Tap dance, Street dance e arti marziali.
http://www.cobu.us

“Dance Like Drumming, Drum Like Dancing”
In questi 17 anni di attività, il gruppo COBU si è esibito in innumerevoli luoghi, tra cui il Madison Square Garden di New York, il Colosseum, la MGM Arena, il Mandalay Bay a Las Vegas e la Key Arena a Seattle. Il gruppo è inoltre stato nominato vincitore al Wella International Trend Talent Award, ha ricevuto l’Audience Favorite Award al Fringe Festival di New York nel 2011, il Grand Prize a Kollaboration ed è stato citato su “Time Out” (USA) come uno dei 30 show da non perdere.

biglietti on line , “TCVI”:

https://toptix4.mioticket.it/TCVI/it-CH/shows/taiko%20-%20tamburi%20giapponesi/events

 

 

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Onidaiko: seminario e performance

Mercoledì, 21 febbraio 2018
ore 14,30 Aula Magna
Polo di Mediazione linguistica e culturale
P.za Indro Montanelli 1, Sesto San Giovanni (MI)

鬼太鼓
Onidaiko

SEMINARIO & PERFORMANCE
DI DANZE TRADIZIONALI DELL’ISOLA DI SADO
Ingresso libero

Progettazione e coordinamento di Tadao AMANO, Akiko TAKECHI & Virginia SICA
Dipartimento di Mediazione linguistica e culturale, CARC Contemporary Asia Research Centre
con il patrocinio di AISTUGIA e AsiaTeatro

ONIDAIKO è una danza tradizionale, di carattere apotropaico e propiziatorio per il raccolto, eseguita esclusivamente sull’isola di Sado (prefettura di Niigata, Giappone). La danza pone al centro della scena lo ONI (essere terrificante), accompagnato dalle incalzanti percussioni dei tamburi TAIKO. La danza, più nota a Sado come ONDEKO, è stata tramandata di generazione in generazione per oltre 400 anni; eppure, nonostante la popolarità, ben poco è certo delle sue origini.
Si vorrebbe che sia stata eseguita per la prima volta nell’877 nella vicina penisola di Noto, come danza di ambito buddhista proveniente dalla Cina. Un’altra  interpretazione ne fa risalire le origini all’VIII sec., come variante locale della ‘danza del leone’ cinese.
Sebbene dello ONIDAIKO esistano quasi 110 varianti (quanti sono i villaggi dell’isola), se ne riconoscono tre generi: AIKAWA (area settentrionale), eseguita dal MAMEMAKI, personaggio anziano che sparge fagioli per propiziare la fortuna; KUNINAKA (area centrale), con ONI vestiti di bianco e nero che danzano con due leoni; MAEHAMA (area sud), danza di due ONI con accompagnamento di flauti e tamburi.

PERFORMERS & STAFF :
AIDA Tadaaki (相田 忠明), MATSUDA Yuki (松田 祐樹), SEKINE Katsuyoshi(関根 勝義), WATANABE Shogo (渡辺 省吾), KOBAYASHI Ryu (小林 流), KOBAYASHI Hiroki (小林 弘樹), SATO Tatsuya (佐藤 達也), IZUNO Yuichi (伊豆野 裕一), ISHIZUKA Hiroyuki (石塚 浩之), UENOYAMA Hirofumi (上之山 博文).
Il gruppo che si esibisce in questa occasione ha già tenuto una performance a New York nel 2017 e quest’anno, oltre a esibirsi in Italia, toccherà Francia e Germania.

 

Scarica la locandina

Vedi le foto:

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Kodō One Earth Tour 2018: Evolution

Parte da Brighton il 30 gennaio prossimo il tour europeo di Kodō One Earth Tour 2018: Evolution, che ne esplicita già dal titolo la continua crescita creativa sotto la direzione artistica della star del Kabuki, Tamasaburo Bando. In Italia un gradito ritorno di questi instancabili musicisti che si esibiranno in sole tre date:
il 9 marzo a Roma all’Auditorium Parco della Musica nell’ambito della Stagione dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia;
11 e 12 marzo a Milano, al Teatro dal Verme, in collaborazione con I Pomeriggi Musicali.

Per informazioni e biglietteria:
Roma
http://www.santacecilia.it/concerti_e_biglietti/schedaEvento.html?i=1000011653&d=20180309&o=21.00

Milano
http://dalverme.org/event.php?pagina=2&id=1780

 

Negli ultimi anni, a partire da Kodō One Earth Tour: Mystery prodotto nel 2013, nei concerti dell’ensemble è mancato per esplicita volontà, l’o-daiko, il gigantesco tamburo diventato il simbolo stesso del gruppo. Con Evolution si compie la consacrazione del percorso musicale sviluppato sotto la guida del direttore artistico Tamasaburo Bando. In Evolution, i costumi dalle linee sobrie, in bianco e nero, permettono ai Kodō di esprimere le proprie sonorità senza vincoli, anche attraverso la scelta di abbandonare lo stile precedente: la fascia annodata sulla fronte, la casacca da lavoro giapponese e il perizoma, tradizionalmente indossati dai principali solisti. 

Il programma inizia con un brano coinvolgente, Kei Kei (2012), che vede tutti i componenti dell’ensemble insieme sul palco portando i taiko a spalla. Il monolitico o-daiko torna quindi dopo qualche anno di assenza sul palco di Evolution. Nel programma appare sotto il titolo della composizione omonima, O-daiko. Un classico di Kodō dal 1975, quando il potente tamburo è apparso per la prima volta nei programmi del gruppo, all’epoca noto con il nome di Ondekoza. Il taiko rimane invariato, ma la nuova generazione di percussionisti presenta un nuovo stile dinamico.

La prima parte del concerto termina con l’immortale icona dei Kodō, Monochrome (1977). Raffinata composizione contemporanea di Maki Ishii, Monochrome sfrutta in toto la gamma tonale del shime-daiko, un tamburo dal suono acuto. La seconda parte inizia con Color (2009), che utilizza gli stessi tamburi di Monochrome, ma in modo completamente diverso.

I musicisti posano le bacchette e sperimentano una nuova gamma di suoni delle percussioni. Dopo l’intensità di Monochrome, questo approccio lieve diventa una sorta di benvenuto liberatorio. Le luci si abbassano per il brano successivo, Ake no Myojo (2012). La parte femminile dell’ensemble con delle fluttuanti gonne nere sale sul palco per suonare, cantare e ballare mentre girano su se stesse in un continuum di suono e movimento. Seguono i melodici flauti di bambù di Yuyami (2013) che creano un indescrivibile sentimento nostalgico, a cui segue un pezzo inedito, Ayaori (2016). Un viaggio attraverso la molteplicità dei suoni dell’odeko-daiko, che sfrutta l’abilità dei musicisti e una gamma di bacchette per produrre suoni nitidi e ricchi. L’ultimo brano del programma è Rasen (2016), che in giapponese significa spirale e rimanda al titolo che Kodō che ha voluto dare all’intero tour: Evolution. Otto musicisti in scena, il solista suona un grande tamburo piatto, l’hirado, circondato da gli altri musicisti, che suonano diversi tipi di percussioni: il nagado taiko (tamburo di forma allungata), l’okedo taiko (a forma di barile) e timpani.

Per comporre Rasen, Tamasaburo Bando ha coinvolto nel processo creativo un gruppo di performers di Kodō. Nuove leve si sono aggiunte ai giovani musicisti e ai solisti, nonché ai veterani rimasti nell’ensemble per più di tre generazioni. Come suggerisce il titolo, Rasen è un vortice che percorre l’evoluzione di Kodō lungo i decenni della sua ricca storia. Riprendendo brani esemplari attraverso il passato di Kodō e verso il suo futuro. Questo finale in climax dimostra l’indiscutibile solidità di Kodō. L’ensemble forte di trentacinque anni di storia e di successi mondiali proclama con fermezza la sua intenzione di guardare al futuro. Quando nel 2012 Tamasaburo Bando ha assunto il ruolo di direttore artistico di Kodō, si è impegnato a incrementare il valore artistico dell’esecuzione musicale del taiko. Evolution dimostra senza ombra di dubbio che l’obiettivo è stato raggiunto e la sua visione si è realizzata in pieno.

 

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Pubblicato in AsiaTeatro, Anno VII (2017)

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